La Giostra del Saracino, da Dante ai giorni nostri

Un tuffo nel passato per raccontare la manifestazione simbolo della città

| di A cura di Antonio Caloni
| Categoria: Storia
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Così il sommo poeta Dante Alighieri descrive nella Divina Commedia alcune competizioni cavalleresche che si disputavano nel territorio aretino già nel XIII secolo:

 

“Io vidi già cavalier muover campo,

 

    e cominciar stormo a far lor mostra,

    e tal volta partir per loro scampo;

corridor vidi per la terra vostra,

    o Aretini, e vidi gir gualdane,

    fedir torneamenti e correr giostra;

 

quando con trombe, e quando con campane,

 

    con tamburi e con cenni di castella,

    e con cose nostrali e con istrane; “

              

(Dante Alighieri, La Divina Commedia - Inferno, Canto XXII, 1-9)

Questa testimonianza porta a far risalire a quel periodo l’origine della Giostra del Sararcino, una delle manifestazioni più importanti che si svolgono durante l’anno ad Arezzo.

Il termine giostra deriva dal latino juxtare (avvicinarsi)  ed erano manifestazione nella quale i cavalieri, appartenenti a nobili famiglie, si sfidavano durante particolari eventi o solamente per far mostra della propria abilità. In principio tali tornei erano semplicemente esercizi militari nei quali i soldati si scontravano con dei fantocci aventi le sembianze dei nemici per prepararsi alle guerre.

La Giostra moderna è una rievocazione storica in costume medievale che si svolge in Piazza Grande ad Arezzo ogni terzo sabato di giugno ed ogni prima domenica di settembre. Al vincitore della manifestazione viene donata come premio una lancia intarsiata e decorata chiamata “Lancia d’oro”

Il “Regolamento della Giostra del Saracino” così descrive lo svolgersi della gara:

“I cavalieri corrono di carriera contro l’automa e percuotono con la lancia il suo scudo realizzando un punteggio e cercando nel contempo di evitare la percossa del flagello che il “Saracino”, roteando su di un perno, fa mulinare intorno al suo asse.” 

 

La prima edizione della giostra moderna si svolse il 7 agosto (Giorno del Patrono)  1931, ripristinata dal podestà Pier Ludovico Occhini.

Tradizione vuole che la rievocazione storica fu riportata in vita a seguito ad un involontario ritrovamento.

Si narra infatti che Alfredo Bennati nel 1930, mentre stava cercano un libro di ricette per fare un dolce, si sia imbattuto in alcuni documenti di epoca medievale che descrivevano un torneo in cui si sfidavano i cavalieri delle nobili casate d'Arezzo e del "Contado". Lo scopo di questa manifestazione era quello di allenare i cavalieri di tutto il territorio nel contrastare i pirati di origine medio-orientale che si spingevano nelle loro razzie fino all’entroterra. Proprio per questo motivo il Buratto fu raffigurato come Re delle Indie e venne rappresentato con le vestigia tipiche di quel popolo.

 

Alla prima manifestazione presero parte cinque fazione: Santo Spirito, Colcitrone, Saione, San Lorentino e Porta Burgi.

 

Questa prima edizione fu vinta da Porta Burgi che surclassò gli altri quartieri realizzando 9 punti (San Lorentino7, Saione 6, Colcitrone 5, Santo Spirito 3).

 

Grazie al grandissimo successo della manifestazione il 23 marzo  dell’anno successivo fu varato lo statuto delle società di quartiere che ridusse a quattro le zone di suddivisione della città riportandole a quelle originali del XIII secolo. I nomi dei quartieri diventano: Porta Crucifera(Colcitrone e Santa Croce), Porta del Foro (San Lorentino e San Clemente), Porta Santo Spirito ( Porta di Borgo e Saione) e Porta Sant’ Andrea (Porta Ferdinando o Trento e Trieste e Ponte Nuovo)

Nello statuto vengono anche decisi i rispettivi stemmi e colori:

·         Porta Crucifera “Di rosso e di verde partito alla croce d’oro sul Monte Araldico e alle Torri d’oro”

·         Porta del Foro “Di cremisi alla Chimera d’oro”

·         Porta Sant’Andrea “di verde alla croce bianca di S. Andrea”

·         Porta Santo Spirito “D’azzurro alla Torre al naturale sormontata dalla Colombina dello Spirito Santo d’oro e caricata di sigla d’oro”

 

In questi quattro quartieri è tutt’ora suddivisa la città di Arezzo ed ogni terzo sabato di giugno ed ogni prima domenica di settembre si ritrovano nella bellissima cornice di Piazza Grande per “Correr Giostra”  e contendersi l’agognato premio: la lancia d’oro.

A cura di Antonio Caloni

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