“Il miracolo economico aretino”, Mario e Giannetto Lebole

Nel ciclo di conferenze "I protagonisti del Novecento italiano" martedì, 26 marzo, alle 17.30

| Categoria: Storia
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La posa della prima pietra dello stabilimento Lebole di Arezzo, presente Amintore Fanfani

Il ciclo di conferenze “Protagonisti del Novecento aretino”, organizzato dalla Società storica, in collaborazione con il Comune di Arezzo, si conclude martedì 26 marzo con la conferenza di Claudio Repek sui fratelli Mario e Giannetto Lebole e il “miracolo economico aretino”. Come consuetudine, la conferenza è in programma alle ore 17,30, nell’auditorium Aldo Ducci di via Cesalpino.
I fratelli Lebole nascono a quattro anni di distanza l’uno dall’altro, nel terzo decennio del secolo scorso. Muoiono a quattro mesi di distanza nel 1983. Non sono stati soltanto fratelli, ma anche due uomini che hanno sempre condiviso progetti e imprese. Diversi per carattere e professionalità, sono stati capaci d’integrarsi e di creare una delle principali industrie italiane dell’abbigliamento. Figli di commercianti di tessuti, partecipano alla guerra di Liberazione e poi si gettano negli affari. Intuiscono che l’epoca del vestito su misura è al tramonto e che sta sorgendo l’industria dell’abbigliamento in serie. Tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta “sperimentano” alcune piccole imprese. Una sorta di rodaggio in vista della creazione della Lebole: prima alla Chiassa e poi ad Arezzo. Una crescita esponenziale: Mario si occupa della progettazione, Giannetto della gestione. Ogni scelta è condivisa, anche quella di aprire alla Lanerossi, da poco passata dal privato allo Stato. I primi anni sono positivi e l’azienda arriva ad avere 5.000 addetti, in grandissima parte donne. Ma la situazione cambia: dal mercato giungono forti segnali di crisi, mentre il partner pubblico pensa alla Lebole come ad uno strumento per creare occupazione. Vengono aperte fabbriche in luoghi ‘impossibili’ e matura la scissione tra i fratelli Lebole e lo Stato. Nel 1972 Mario e Giannetto vendono, ma non escono dal settore delle confezioni; nel frattempo è stata infatti aperta la Giole. Il decennio che segue è drammatico, caratterizzato dalla crisi della nuova industria di famiglia, dalla P2 e dalla malattia di Giannetto. Mario si toglie la vita in fabbrica nel marzo 1983; Giannetto lo seguirà quattro mesi dopo al termine della malattia. A loro Arezzo deve la sua caratterizzazione di distretto industriale dell’abbigliamento: il marchio Lebole ha segnato non solo la storia economica e sociale, ma anche l’immagine della città.
Claudio Repek, giornalista, si è occupato di storia economica e politica di Arezzo. Tra i suoi volumi, oltre a quello dedicato alla Lebole, si ricordano quelli su Buitoni, Soldini e Koinè. Ha scritto la storia della Federazione aretina del Pci ed alcuni volumi su Resistenza e memoria. L’ultimo lavoro (“Il manicomio è casa mia”) è dedicato alla storia di Mario Stefani, entrato in manicomio nel 1937 e uscito solo al momento della chiusura.
Curato da Luca Berti, il ciclo di conferenze della Società storica si propone non soltanto di completare la galleria di “protagonisti” aretini del secolo scorso delineata in precedenti cicli di conferenze, ma anche di fornire elementi utili per una più analitica ricostruzione delle vicende storiche della città, inserendole nel più vasto contesto regionale e nazionale. Gli incontri sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.

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