Mulinaccio: la ricorrenza della strage

Era il 7 luglio 1944. Domenica la commemorazione

| Categoria: Storia
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Domenica 7 luglio ricorre il 69esimo anniversario dell’eccidio del Mulinaccio avvenuto il 6 luglio del 1944. Il programma prevede una messa a suffragio dei caduti alle 9,30 poi la commemorazione al monumento di via Golgi a fianco della struttura sanitaria “Maestrini” e un saluto delle autorità. Durante la manifestazione sarà possibile acquistare il libro sull’eccidio.

Ci ricorda i tragici fatti proprio l’autrice del volume “Mulinaccio, una strage dimenticata” Tiziana Nocentini, Direttore dell’Istituto storico aretino della Resistenza e dell’età contemporanea: “in quel periodo nella zona del Mulinaccio i tedeschi avevano piazzato una batteria antiaerea. I militari che la componevano andavano spesso al Mulinaccio a chiedere viveri. Il casolare era abitato da tre famiglie ma in quel momento erano molti anche gli sfollati: tra le 70 e le 80 persone. Il 6 luglio 1944, verso le due del pomeriggio un tedesco si presentò per avere patate e, probabilmente, anche per verificare la situazione nella zona. La rappresaglia scatterà alle 18 di quello stesso giorno, i tedeschi presero tutti gli uomini, li fecero mettere in fila e camminare verso il Castro che attraversarono al guado del Mulin Vecchio. E passato  il torrente li uccisero a scariche di armi da fuoco: erano 15 civili inermi. La mattina del 7 luglio un tedesco ricomparve al Mulinaccio e diede notizia alle donne che i partigiani erano stati uccisi. Mai le donne avrebbero pensato ai loro uomini dal momento che non erano partigiani. Il tedesco le invitò, assieme ai bambini, ad abbandonare il casolare. Solo dopo sette giorni seppero che i partigiani uccisi erano i loro mariti, i loro figli. Nel luogo da cui avevano sentito provenire gli spari, rintracciarono da soli la fossa e scavarono con le mani; troveranno le salme legate fra loro con un filo di ferro”.

Le vittime erano: Angiolo Bianchi anni 42, Domenico Chimenti anni 38, Fernando Chimenti anni 17, Domenico Pasquini anni 33, Pasquale Martini anni 31, Giovanni Pelini anni 23, i Roggi Angiolo di 62 anni, Alberto di 19, Bruno di 17, Donato di 36, Ferdinando di 21, Nello di 31, Goffredo Romanelli di 35 anni e i Vestrucci Angiolo e Primo rispettivamente di 41 e 16 anni.

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