Chiusa la tre giorni dedicata a economia e statistica organizzata in collaborazione con Banca Etruria

in collaborazione con Banca Etruria

| di Lucrezia Lombardo
| Categoria: Attualità
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Una tavola rotonda dedicata al programma di comparazione internazionale promosso dalla Banca Mondiale. Si è chiusa così la tre giorni del workshop “Comparazione nazionale ed internazionale su prezzi e qualità della vita” organizzato dal Polo Universitario Aretino con il contributo di Banca Etruria.
Dopo un’intensa giornata dedicata alla presentazione di studi e di discussioni, l’incontro è terminato con il dibattito dal titolo “Il futuro dell’ICP: i possibili scenari”, orientato ad analizzare l’International Comparison Program (ICP) della Banca Mondiale partendo dal documento redatto dal Global Manager dell’ICP, Michel Moyuelo-Katoula.
Due lavori, nello specifico, hanno presentato stime per i consumi e la povertà in tutte le province italiane. Con riferimento all’anno 2012. “La spesa per consumi delle famiglie, in termini di numero di persone equivalenti (che quindi non si può confrontare con le spese reali delle famiglie, ndr.) – dichiara il Professor Luigi Biggeri, Presidente del Polo Universitario Aretino - è risultata pari a 2.168 euro mensili a Milano (massimo) e di 914 euro ad Agrigento (minimo)”. “Con riferimento alle province toscane – continua Biggeri - la spesa per famiglia è stata stimata pari a 1.765 euro mensili per famiglia nella provincia di Firenze e di 1.590 euro nella provincia di Arezzo, che risulta essere al 4° posto tra provincie toscane, dopo Firenze, Siena e Pisa”.
In questi lavori sono state presentate anche stime di un indicatore della povertà assoluta basata sulle spese per i consumi: cioè della percentuale di famiglie che hanno una spesa mensile per consumi inferiore a 1.067 euro mensili. Tale percentuale è stata stimata pari al 5,7% nella provincia di Arezzo che il terzo valore più alto in Toscana, superato soltanto dai valori delle province di Grosseto e Massa Carrara (in entrambi casi oltre al 6%).
Infine, stime del reddito a disposizione delle famiglie sono state effettuate anche per i sistemi locali del lavoro della provincia di Arezzo. In tale chiave risulta che le famiglie che hanno in media un reddito più elevato vivono in Casentino e nella Valtiberina, mentre quelle con meno reddito a disposizione risultano essere quelle residenti in Valdarno e Valdichiana. La città di Arezzo, complice forse la posizione geografica, si trova invece in una posizione intermedia. 
“Sono stati presentati risultati molto interessanti anche per quanto riguarda le stime della Parità di Potere di Acquisto per sub-aree all’interno delle più importanti economie mondiali (Usa, Cina e India) – conclude Biggeri – I relatori hanno messo in evidenza come i confronti del reddito, dei consumi e della povertà all’interno dei paesi debbano tenere conto di diversi livelli dei prezzi”. Le differenze di prezzi tra le varie aree dei paesi, pur essendo approssimative e ottenute con metodi diversi, sono risultate nel 2012 di 30 punti percentuali in USA (40% per gli affitti), mentre in Cina (2014) ed India (2010) le differenze tra i prezzi delle varie aree e città sono risultate anche del 50%.
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Lucrezia Lombardo

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