Arezzo, invalida al 100% deve aspettare 6 mesi per l’ecodoppler

Mugnai (FI): «Paziente obbligata a ricorrere al privato o all’intramoenia Anche nella Asl 8 tempi incompatibili col diritto alla salute»

| di Lucrezia Lombardo
| Categoria: Attualità
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Il Vicepresidente della Commissione sanità rilancia la sua proposta «Prolungare i tempi di erogazione delle prestazioni per abbattere le attese».

E’ invalida al 100%, in carrozzina da trent’anni. Sarà urgente o no, per lei, anche a occhio, effettuare l’ecodoppler carotideo di controllo? Invece… «4 marzo 2015, questa la data che le ha proposto la Asl 8 di Arezzo. Sei mesi, ovvero un tempo incompatibile col diritto alla salute di una paziente già in condizione delicata e che ora, stante la situazione, si vede costretta a rivolgersi al privato o all’intramoenia. E’ inaccettabile». L’attacco arriva dal Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (FI), da anni in trincea contro un sistema sanitario che – malgrado gli annunci – pare di fatto aver quasi istituzionalizzato le liste d’attesa.

Solo pochi giorni fa lo stesso Mugnai aveva denunciato il caso di un paziente del valdarno aretino, dunque ancora Asl 8, costretto a un’attesa di un anno anche lui per un ecocolordoppler cardiaco. Ora, ecco un nuovo caso sul quale il consigliere regionale ha subito presentato un’interrogazione. «Stanziamenti senza risultati, delibere presentate alla stampa in grande spolvero che si rivelano prive di esiti concreti… in questi quattro anni – ricorda Mugnai – se ne sono viste di tutte. La giunta regionale con l’abbattimento delle liste d’attesa si è solo riempita la bocca. Poi, a quanto pare, deve aver scelto la via de ‘se non puoi batterli fatteli amici’. Così, oggi, grazie alle liste d’attesa che conducono i cittadini dritti in pasto all’intramoenia che eroga la medesima prestazione, con lo stesso medico e spesso anche negli stessi spazi ma in tempi congrui, le Asl ottengono maggiore liquidità. Il che, sotto la pressione costante a tenere la contabilità in pareggio senza rinunciare ad apparati e burocrazie, evidentemente scomodo non fa».

Prima dell’estate l’esponente di Forza Italia s’è messo a tavolino e ha steso una proposta di legge taglia-attese che finalmente, dopo mesi, è ora al vaglio della Commissione sanità del Consiglio regionale: «Si tratta di realizzare ciò che già si pratica in altre regioni d’Italia – illustra Mugnai – ovvero il prolungamento degli orari e l’estensione alle giornate festive dell’erogazione delle prestazioni. L’applicazione riguarderebbe soprattutto la diagnostica per immagini che, come nel caso dell’ecodoppler carotideo della paziente aretina, abbraccia le prestazioni più richieste per le quali si sviluppano le attese maggiori, talvolta davvero neppure dignitose per cittadini che comunque, oltretutto, già pagano fior di ticket in cambio di un servizio di tal guisa».

Lucrezia Lombardo

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