A Stia un maxi presepe nel segno della solidarietà

Realizzato da due famiglie nelle scale della loro palazzina

| di Consuelo Picchi
| Categoria: Casentino
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Quest’anno Gesù bambino nasce in Casentino. E la scena della natività abbraccia tutta la vallata. Visitare il presepe ideato dalle famiglie Ranucci e Milli, quest’anno è un po’ come percorrere il Casentino in miniatura.

Lo spirito e le finalità rimangono però immutate ogni anno. A rinnovarsi ad ogni Natale, invece, è lo scenario, che di anno in anno diventa sempre più magico e avvolgente.

Recarsi a visitare il Presepe di Via Petrarca 28/B a Stia e farsi un regalo speciale e contemporaneamente compiere un gesto d’amore nei confronti dei bambini che soffrono: i visitatori infatti potranno lasciare la loro offerta, a fine visita. Offerta che quest’anno verrà devoluta a “ Sarò Grande”, associazione benefica di volontariato finalizzata alla raccolta di fondi per la cura,l'assistenza e l'informazione sulla malattia denominata "Sarcoma di Ewing" e sulle malattie oncologiche infantili in generale. L’associazione Sarò Grande e stata fondata in memoria del piccolo Cosimo Dei, volato tra gli angeli lo scorso 5 marzo a soli 8 anni .

Vale veramente la pena farvi visita, perché il presepe di Salvatore e Stefano è un’opera d’arte che si cela tra le scale del loro condominio e che quest’anno, appunto, ospita la miniatura delle bellezze più caratteristiche del Casentino. Una rappresentazione natalizia veramente unica nel suo genere. Un lavoro certosino oltre che di grande ingegno.

“I personaggi sono tutti acquistati a San Gregorio Armano – dice Salvatore – Ogni anno a fine ottobre scendo giù nel napoletano appositamente per comprarne dei nuovi. Poi, con pazienza, faccio le modifiche ad alcuni per meccanizzarli e rendere il tutto sempre più reale e credibile”

Ed in effetti, c’è da rimanere incantati davanti a ciò che di anno in anno riescono prima ad ideare e poi realizzare.

Le feste sono appena all’inizio, ma già in molti hanno raccolto l’invito alla visita del presepe. La voce di questo presepe così bello si sta espandendo a macchia d’olio, tanto che anche le maestre vi hanno portato il loro piccoli alunni.

“Sono sette anni che facciamo il presepe – ricorda Salvatore – Anche pensarlo durante l’anno ed assemblarlo a fine novembre per noi è una festa. Anche i nostri figli sono coinvolti attivamente nella realizzazione del presepe . Ci piace infatti tramandare loro interessi puliti, passioni sane, perché siamo sicuri che ciò li aiuterà ad essere degli adulti migliori.”

Consuelo Picchi

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