Verrà sfoltita la chioma del Leccio di Gnicche

Tecnici del Comune nei prossimi giorni interverranno per elimanare parti pericolanti

| Categoria: Territorio
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Il tempo è impietoso anche con gli alberi. Compresi quelli “famosi”. E’ il caso del vecchio leccio cresciuto vicino le mura del convento di Sargiano, lungo il viale di accesso alla chiesa. Si tratta di un leccio secolare, che ha assistito alle malefatte di Gnicche, il brigante aretino, famoso nell’aretino per aver compiuto nella seconda metà dell’800 scorribande, furti  e omicidi di coloro…. che gli avevano fatto torto.
Proprio uno di questi omicidi fu compiuto a Sargiano l’8 gennaio 1871, in prossimità del leccio. Cesare Fracassi un contadino che lo aveva fatto mettere in prigione avvisando le forze dell’ordine, fu ucciso dal brigante nascosto dietro il leccio prima di compiere il delitto.
Dopo due secoli di vita, il leccio è ancora vegeto sebbene notevolmente indebolito dall’età. Privo di forze e di energia propria, è stato colpito progressivamente da marciumi che lo hanno reso sempre più fragile e debole. L’ultima grossa branca legnosa si è distaccata dal fusto poco giorni fa crollando nella strada. Nessuna cura è efficace data la vetustà dell’organismo, nemmeno quella “chirurgica” consistente nell’asportazione dei tessuti legnosi marci e nell’utilizzo di mastici cicatrizzanti.  I tecnici del Comune interverranno nei prossimi giorni eliminando parti pericolanti della chioma rese precarie dalla progressiva corrosione del legno esercitata da funghi e insetti parassitari.

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