Da lunedì anche in Valdarno verrà attivata l'automedica

Sarà un servizio aggiuntivo rispetto all’attuale dispiegamento di ambulanze. Anche di notte altri mezzi in attività. La presentazione con il volontariato e la conferenza dei sindaci alla Gruccia

| Categoria: Valdarno
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L’automedica entra in  servizio anche in Valdarno. Da lunedì prossimo (tre settembre) l’organizzazione del 118 in questa vallata che conta quasi 100.0000 abitanti ( per l’esattezza 95.647 distribuiti in 10 comuni) procederà al cambiamento già attuato dal febbraio scorso nell’area aretina. Una sperimentazione che ha dato risultati eccellenti in termini di qualità del servizio e che, zona per zona, successivamente sarà attuata in tutta la Provincia. In Valdarno l’arrivo dell’automedica comporterà una modifica organizzativa, ma, e questa è un’altra novità, nessuna riduzione dei mezzi in servizio, ed anzi un aumento delle ore in cui le ambulanze sono pronte con il personale a bordo per intervenire.

COS’E’ L’AUTOMEDICA

L’automedica del Valdarno sarà una Freemont Fiat, mezzo giudicato dagli esperti straordinario per una funzione come questa, una vettura a trazione integrale sicura e veloce, allestita di tutto punto dalla società specializzata Fratelli Mariani di Pistoia.

L’automedica è  attrezzata come un autentico “pronto soccorso di strada” (dagli strumenti per la rianimazione cardiopolmonare, al life pack 15 per la trasmissione dei tracciati cardiaci al cardiologo guardia in UTIC 24 ore su 24, dall’ossigeno alla tavola spinale, fino a tutto quel materiale di prima necessità che serve nelle condizioni più diverse e spesso estreme) con apparecchiature in grado di fornire una assistenza qualificatissima in una strada, una casa, un cantiere di lavoro.

Da lunedì prossimo, nelle 12 ore diurne (dalle 8 alle 20) quando la centrale 118 riceve una richiesta di soccorso per un codice maggiore dall’area del Valdarno, parte subito l’automedica, e in contemporanea una ambulanza con a bordo i volontari, che ormai tutti soccorritori formati e preparati. L’automedica arriva sul luogo dove è necessario il soccorso. Immediatamente viene eseguita la valutazione del caso e si procede con i necessari interventi di primo soccorso.  Quando il paziente è stabilizzato e si individua la destinazione, lo stesso viene affidato all’equipaggio dell’ambulanza che in tutta sicurezza può eseguire il trasferimento. E a quel punto l’automedica può già intervenire su un altro servizio, rispondere ad un’altra chiamata di soccorso, mentre sino ad oggi medico o infermiere sarebbero rimasti bloccati sull’ambulanza impegnata nel trasferimento del paziente al pronto soccorso.  
“E’ certo che si riducono i tempi di intervento – spiega ancora Mandò – e che si aumenta la qualità del servizio con la presenza contemporanea di un medico e di un infermiere sul mezzo di soccorso.”

COSI’ I MEZZI SUL TERRITORIO
L’Azienda spenderà di più per l’assistenza in emergenza urgenza del Valdarno.Nelle ore diurne prima c’erano una ambulanza con medico, una con infermiere e due Blsd oltre ad un quinto mezzo destinato ai trasferimenti territoriali. Tutte le quattro ambulanze di emergenza restano con a bordo i soccorritori del volontariato, disseminate sul territorio, a supporto all’automedica e dei servizi per codici minori. 
Anche nelle ore notturne si cresce.  Ai consueti equipaggi di una ambulanza con medico e di un’altra di supporto Blsd in servizio dalle 20,00 della sera alle 8 del mattino, si aggiungono in  giorni alternati, due ambulanze Blsd che saranno in funzione nelle ore di maggiore necessità, cioè dalle 19,00 alle 24,00 o dalle 20,00 alle 01,00 di notte.

L’INIZITIVA DEL TRE SETTEMBRE 
L’automedica sarà ufficialmente inaugurata lunedì mattina alle 10,00 davanti all’ingresso dell’ospedale di S. Maria alla Gruccia. Poi nella sala Paul Harris la presentazione ufficiale, con gli interventi dei vertici aziendali, dei responsabili della emergenza urgenza, del volontariato e della conferenza dei sindaci.

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