Centrale a biomasse a Caprese, il comitato annuncia ricorso al Tar

Risposta al vetriolo alla società costruttrice

| Categoria: Valtiberina
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“Avevamo tanto sperato in una rapida soluzione del problema della centrale a biomassa di Caprese
Michelangelo, c'erano tutti i presupposti. Purtroppo continuiamo a non vedere alcuna azione
concreta da parte del Comune nei confronti della società GMP Bioenergy” ancora parole di amarezza e forte preoccupazione dal Comitato che si è costituito contro la realizzazione dell’impianto. Infatti il gruppo ha diffuso una nuova nota con cui annuncia anche ricorso al Tar e risponde alla società costruttrice, che nei giorni scorsi aveva diramato una precisazione. “ “La Gmp sostiene di essere in regola. Noi, a differenza di altri, non accettiamo di farci prendere in
giro e a loro rispondiamo punto per punto:
- la legge dispone che il titolo di possesso dell'immobile doveva essere dimostrato e accertato prima
del rilascio dell'autorizzazione del giugno scorso, per cui quell'autorizzazione si può ritenere nulla;
- il cantiere è stato aperto con un cartello identificativo che riporta la comunicazione di inizio lavori
del 6 dicembre, comunicazione respinta dal Comune. Anche la GMP ha amesso che quella
comunicazione non è valida. Di fatto quindi il cantiere è stato aperto sulla base di una
comunicazione, quella del 6 dicembre appunto, non valida per tutti e a tutti gli effetti;
- la documentazione integrativa presentata successivamente dalla ditta per dimostrare il titolo di
possesso dell'immobile è un palese tentativo di raggirare gli interlocutori: sostanzialmente è una
lettera con cui la società proprietaria dichiara che esiste una scrittura privata con la GMP Bioenergy,
scrittura che però nessuno vuole fare vedere e la cui esistenza è stata tenuta nascosta fino ad adesso;
- la supposta scrittura privata, ammesso che esista, non è valida ai fini legali in quanto non è
registrata nei modi richiesti dalla legge.
Forse la befana non ci ha portato i doni che meritavamo perchè è stata troppo impegnata a portare il
carbone ad altri. Nel frattempo noi portiamo questi e molti altri elementi al TAR perché possa
valutare la correttezza amministrativa nel rilascio di questa autorizzazione”

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