Capitolo VI

Contrattempi .... meteo

| di Paolo Goretti
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“Sì... ora secondo te io vengo là sotto tra quelle schifezze, a vedere se prendo qualche malattia. Te Meu nn hai mica capito mica una sega di come come gira il mondo secondo me”, dice Carolina con fare critico, risalendo Corso Italia ombrello alla mano. “Ma che vuoi che sia? Che c’erano i topi ve l’avevo detto, ma non mi sembrava che vi scandalizzasse tanto la cosa...”, risponde Mauro  pacioso, mentre si pulisce con la felpa gli occhiali pieni di gocce d’acqua. “No amore – interviene Roberta – La Mina ha ragione. Con il Dedo siete andati a fare questa ‘perlustrazione’ per fare qualche foto e farci vedere un po’ com’è la situazione e che cosa ci riportate? La carogna di un topo. Non è che sia molto invitante la cosa”. “Io te l’avevo detto di non fargliela vedere quella foto – salta fuori Alessandro – A guardarla sembra che sia pieno di topi là sotto, mentre noi a parte quello là non abbiamo visto proprio niente”. “Ora non mettetevi a farla tanto lunga – dice Mauro – I nostri problemi adesso sono ben diversi dai topi morti”. “Ah, e che problemi ci sarebbero ora? – interviene il Rana – Ora sta a vedere che tra una cosa e l’altra non se ne fa più di niente come sempre eh!”. “Rana, ma sei scemo o fai solo finta? – gli risponde Mauro – Non lo vedi che piove come fosse pieno autunno? Finché non è tornato il bel tempo almeno da una settimana non si può mica andare... Il torrente deve essere in secca, sennò è un gran casino”. Tutti e cinque si dirigono verso i portici di via Roma per ripararsi dall’acqua e, uno dopo l’altro, chiudono gli ombrelli. “Ragazzi, venite tutti qua – chiama a raccolta Mauro – E’ vero, stiamo avendo più contrattempi del previsto, ma quello che ha detto il Rana non voglio più sentirlo... Promettiamoci una cosa, siamo grandi e vaccinati ormai. Noi là sotto, di quì a un mese, ci andiamo cazzo. Sono settimane che ne parliamo, e sono convinto che tutti vogliamo farlo. Abbiamo anche comprato gli stivali da pesca apposta...”. “Sì, Meu, hai ragione – lo spalleggia Alessandro – facciamo questo patto”, e mette la mano tesa in mezzo al gruppo, facendo cenno agli altri di fare lo stesso. “Io ci sto”, dice Mauro mettendo la mano sopra quella dell’amico. “Anch’io”, dice Roberta con la mano ben aperta. “Io pure”, gli fa eco Giacomo. “Ahhh, vaffanculo, ci sto anche io – dice Carolina chiudendo il cerchio – Tanto lo sapevo che ‘sta cazzata mi convincevate a farla...”. “Ok ragazzi – dice subito Mauro rinvigorito dal piccolo ‘rito’ appena consumato – allora è deciso. Come questa pioggia del cazzo se ne va, diamo il tempo al sole di asciugare tutto e andiamo in missione”.

Paolo Goretti

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