Le tre reti del soccorso

Prosegue il viaggio nel mondo dell'emergenza urgenza insieme all'infermiere Marco Gennai ed al direttore Massimo Mandò

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Con il Piano Sanitario Regionale 2008-2010 sono stati definiti i percorsi di cura delle cosiddette “patologie tempo dipendenti” che sono l’infarto (I.M.A.), l’ictus cerebrale (STROKE) e il trauma maggiore. Partiamo dalla prima: l’infarto cardiaco (I.M.A.). Questa patologia che molte persone conoscono si manifesta classicamente con i seguenti sintomi: dolore al centro del torace, che si può irradiare anche al collo, alla mandibola, alle spalle, alle braccia, alle scapole e allo stomaco. Questi sintomi possono essere accompagnati o meno anche da sudorazione fredda (o algida che è sinonimo di shock), difficoltà nella respirazione, nausea o vomito, stato di agitazione. In questi casi è fondamentale non far praticare alcuno sforzo al paziente, chiamare il 118 e seguire le istruzioni dell’infermiere di centrale. Verrà inviato un’ambulanza preferibilmente con sanitario a bordo e con la possibilità di effettuare un E.C.G. (elettrocardiogramma) direttamente a letto del paziente. In tempo reale tramite rete, è possibile far rispondere il tracciato direttamente al cardiologo il quale deciderà se vi è la necessità di trasportare il paziente direttamente nel reparto di Emodinamica ( presente solo ad Arezzo) per il trattamento dell’ infarto acuto oppure se il paziente può essere trasportato al pronto soccorso di zona per ulteriori accertamenti nel caso non vi siano segni di sofferenza cardiaca. Linee guida approvate ad oggi indicano che sarebbe ottimale che l’infarto acuto venga trattato in modo definitivo entro 2 ore dall’insorgenza dei sintomi tramite angioplastica direttamente in Emodinamica, pertanto è fondamentale che in caso di dolore toracico, che perdura più di 15-20 minuti i cittadini chiamino subito il 118.
La seconda rete del soccorso riguarda l’Ictus cerebrale (Stroke). In questo caso la sintomatologia classica riguarda la comparsa di segni di lato sul viso (per esempio la bocca deviata su un lato o un occhio semichiuso), oppure difficoltà nel parlare, oppure difficoltà nei movimenti sulle gambe o sulle braccia. Se è presente uno o più di questi segni e sintomi i cittadini devono immediatamente chiamare il 118 perche nel 70% dei casi è presente un ictus cerebrale che può essere trattato nella maggioranza dei casi nel reparto di “Stroke Unit” dell’ospedale di Arezzo o del Valdarno entro 3 ore dall’insorgenza dei sintomi per evitare che poi permangano disabilità collegate alla patologia non trattata precocemente.
In ultimo la terza rete, quella del trauma “maggiore” che per essere definito tale esistono una serie di criteri di dinamicità e di gravità dei meccanismi di lesione che possono portare a morte il paziente nel giro di poche ore. Per questo è fondamentale prima di tutto che l’utente che si trova di fronte ad un traumatizzato non lo muova assolutamente a meno che non ci siano gravi pericoli per il paziente in fase di evolutività (per esempio un’auto che sta per prendere fuoco). Anche in questo caso è necessario che venga tempestivamente allertato il 118 spiegando in maniera chiara la dinamica dell’evento, quanti feriti sono presenti, le condizioni di salute generali in cui versa il/i ferito/i (non si tratta di far diagnosi, si tratta di comunicare cose facilmente descrittibili come per esempio se il paziente è cosciente, se respira bene o fa fatica, se ci sono emorragie evidenti, se avverte dolore ecc.). Anche in questo caso non essendo possibile standardizzare ogni situazione l’utente verrà guidato dall’infermiere di centrale operativa a seconda della situazione descritta sempre che rimanga calmo e collaborante. Anche il trauma “maggiore” ha bisogno di un trattamento specifico e il paziente deve essere trasportato all’ospedale PIU’ IDONEO a trattare tutte le lesioni evidenti e sospette in MODO DEFINITIVO. E’ stato ormai dimostrato da vari studi che il trasporto da un ospedale ad un altro aumenta la mortalità di circa il 30%, pertanto è indicato portare il paziente, che sia o meno traumatizzato, direttamente al giusto ospedale.

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