La comunione dei beni, ma se i coniugi scelgono altro ...

Prosegue il viaggio nel mondo della giustizia. A fare da Cicerone l'avvocato Iacopo Gori

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La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha previsto che il regime ordinario dei coniugi sia la comunione di beni.
Nella comunione tutti gli acquisti fatti successivamente dal marito o dalla moglie, anche separatamente, sono in proprietà condivisa.
A questa regola fanno eccezione i beni ricevuti da uno dei due coniugi a titolo personale (succesioni, donazioni, risarcimenti del danno, etc...), o quelli per i quali l’altro coniuge, partecipando attivamente all’acquisto, abbia dichiarato e accettato di escluderli dalla comunione.
Senza scendere nei particolari, dobbiamo peraltro sottolineare che fanno parte della comunione anche i frutti di tutti questi beni, le aziende costituite durante il matrimonio e gestite da entrambi, ma anche i proventi dell’attività e dei beni personali dei coniugi che esistono al momento della cessazione della comunione
L’amministrazione e la rappresentanza ordinaria della comunione spettano disgiuntamente ad entrambi i coniugi, mentre quelle straordinarie congiuntamente.
Naturalmente, se uno dei coniugi rifiuta il suo consenso in maniera immotivata o ingiusta, l’altro può rivolgersi al giudice per vincere questo ostacolo. Analogamente, il coniuge che arrechi pregiudizio con il suo comportamento può anche essere escluso dall’amministrazione o subire la divisione dei beni.
La comunione dei beni può cessare in qualsiasi momento e non soltanto per eventi quale la morte di un coniuge, la separazione dei coniugi o l’annullamento del matrimonio, ma anche per volontà dei coniugi che, attraverso un atto pubblico (se non addirittura nell’atto di matrimonio di fronte al celebrante) scelgono il regime della separazione dei beni (oppure, solo con il Notaio, un regime convenzionale i cui casi si contano, però, sulle dita di una mano).

 

LE DOMANDE DEI NOSTRI LETTORI

Che succede in caso di fine della comunione dei beni per separazione dei coniugi?
Il venire meno della comunione dei beni obbliga i coniugi ai rispettivi restituzioni e rimborsi di somme prelevate per fini diversi dalle esigenze familiari. I beni congiunti dovranno essere divisi consensualmente o da parte del giudice.


Che differenza passa tra la comunione e la divisione dei beni?
Con la divisione dei beni i due coniugi sono assolutamente autonomi nell’acquisire o perdere la proprietà dei beni, così come nell’amministrarli, sussistendo beni in comproprietà solo nel caso in cui, insieme, decidano di effettuare l’acquisto.

Mandate le vostre domande all'avvocato Iacopo Gori  all'indirizzo: redazione@arezzooggi.net

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