Orgoglio Amaranto, l’esempio del Sansepolcro e la maglia di Pelè per i terremotati

Quando i soldi assumono un significato diverso

| di Andrea Lorentini
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Orgoglio Amaranto è stato spesso criticato di immobilismo. Stavolta ha giocato d’anticipo. La decisione di versare 6mila euro nelle casse dell’Arezzo in un momento di grave sofferenza della società, rappresentano un segnale concreto dell’attaccamento ai colori amaranto e alla loro storia. Convocando un Cda d’urgenza, il comitato sta facendo tutto ciò che è nelle proprie possibilità e nei suoi poteri quale socio di minoranza. Con una squadra alla deriva, una classifica da incubo e una dirigenza che si sta sciogliendo come neve al sole, i tifosi sono gli unici, al momento, ad aver preso in mano la situazione. Adesso tocca a Severini uscire dall’angolo nel quale ha infilato l’Arezzo. Cedere le quote o farsi affiancare da nuovi soci: scelga lui il modo, basta che si trovi la soluzione migliore.
A proposito di denaro, non necessariamente bisogna spendere tanti soldi per vincere i campionati. Basta spostarsi di qualche chilometro per toccare con mano. Il Sansepolcro sta dominando il torneo dopo aver costruito una  squadra con una manciata di spiccioli. Soltanto che da quelle parti portano avanti da anni una programmazione seria e lungimirante che prevede investimenti sul settore giovanile, il vero fiore all’occhiello dei tiberini. E così ogni stagione la società può pescare a piene mani dal vivaio e allestire un organico sempre competitivo per una categoria, la serie D, nella quale alla lunga gli under fanno la differenza. In estate, poi, non resta che puntellare la rosa con due-tre innesti mirati e il gioco è fatto. Non è un caso che negli ultimi quattro campionati il Sansepolcro si è piazzato una volta secondo e un’altra terzo sfiorando, in entrambe le circostanze, la promozione in Lega Pro. Nel mezzo anche la conquista dello scudetto juniores (nel 2009). Se si fanno le cose per bene non c’è bisogno di spendere cifre folli. 
Questa settimana merita una citazione il bel gesto di Mauro Pasqualini, ex ala di Arezzo e Bologna, ormai aretino d’adozione visto che risiede da tantissimi anni a Foiano e nella nostra provincia ha deciso di fermarsi dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Pasqualini ha messo all’asta nientemeno che la maglia di Pelè, ricevuta direttamente dal fuoriclasse brasiliano, per aiutare la propria città natale, Crevalcore, colpita dal terremoto dello scorso maggio. Il ricavato, 9mila euro, contribuirà alla ricostruzione di una palestra. Un esempio di come lo sport e la solidarietà possono andare a braccetto.

Andrea Lorentini

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