Il dolore e lo sgomento del Panathlon per la morte di Matteo Roghi

Riflessioni sul tema

| di Piero Feruzzi
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DOLORE E SGOMENTO DEL PANATHLON CLUB AREZZO PER LA MORTE DI MATTEO ROGHI.

Lo sport dovrebbe essere gioia e non lasciare spazio ad eventi tragici.

Solo un po’ di mesi fa, nell’anno scolastico 2012-2013, siamo stati ospitati dall’Istituto Guido Marcelli per un incontro con i ragazzi sul tema “Etica – Cultura – Fair Play: i tre valori componenti dello sport”.
Ci siamo trovati di fronte una meravigliosa platea di ragazzi che con entusiasmo adolescenziale hanno prima ascoltato le nostre brevi relazioni e quindi hanno discusso con noi sui valori dello sport portando le loro ancor brevi esperienze e manifestando la certezza che una sana pratica sportiva, di ogni disciplina, rappresenta un contributo fondamentale per un sano sviluppo del corpo e della mente: mens sana in corpore sano”.
Non posso ricordare il volto di ciascuno, vista la numerosa partecipazione,  mi piace però pensare che Matteo Roghi fosse tra quei suoi coetanei ed insieme a loro abbia espresso, nella circostanza, tutta la sua gioia e l’orgoglio di poter praticare con profitto il calcio nella squadra della sua città, coltivando, nel suo cuore di ragazzo, il sogno di un futuro pieno di successi nel mondo del pallone.
E il ricordo di quella giornata, dei visi felici dei ragazzi, della loro partecipazione ai temi trattati espressa con domande interessate e considerazioni interessanti e puntuali, della contagiosa fiducia, manifestata da tutti loro,  che lo sport possa in futuro difendersi da ogni difetto degenerativo e possa essere praticato in maniera sana e non violenta, rende ancora più difficile credere che proprio la pratica dello sport che tanto amava possa aver tradito Matteo interrompendo la sua brevissima esperienza di vita.
Quando ho appreso la tragica notizia un profondo senso di sgomento ha colpito il mio cuore di “nonno” e  dopo un primo naturale momento di incredulità, mi sono immediatamente sentito vicino ai genitori ed ai nonni di Matteo dei quali non posso purtroppo in alcun modo lenire l’immenso dolore, ma ai quali voglio esprimere tutta la mia solidale partecipazione.
Come presidente del Panathlon Club di Arezzo plaudo e mi unisco all’iniziativa congiunta di Coni e Comune di Arezzo per una settimana di lutto negli eventi sportivi.
Ora è solamente il momento del dolore e della solidarietà, ma voglio anche credere che questa tragedia, a prescindere dalle cause che l’hanno originata, rappresenti comunque un monito a porre in atto tutte le iniziative per elevare gli standard di sicurezza della pratica sportiva, contribuendo a ridurre al minimo i margini di aleatorietà circa l’accadimento di eventi dannosi per la salute e l’incolumità dei praticanti.
Il Panathlon Club di Arezzo ribadisce la propria disponibilità ad affiancare tutte le altre Istituzioni deputate alla tutela della salute degli sportivi, nella promozione e nello svolgimento di iniziative che possano in qualsiasi modo contribuire a ridurre alla sola imponderabile casualità l’accadimento di eventi dannosi, tanto più se gravità estrema.       

 

 

Piero Feruzzi

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