“L'Azienda Sanitaria 8 ha presentato una serie di piani di riordino, ha ricevuto il nulla osta da tutte le conferenze provinciali, ma il sindacato chiede chiarezza e tempi rapidi nel tavolo delle trattative. L'Asl 8 ha bisogno di mettere in atto le riorganizzazioni in modo rapido a causa dei tagli. Le deve presentare al sindacato per vedere se il sistema è in grado di garantire servizi quali-quantitativi degni di questo nome.”
Bruno Pacini Segretario Generale della Funzione Pubblica della Cgil di Arezzo esprime forte preoccupazione in merito alla sanità aretina alla luce del fatto che il SSN nel 2014 si troverà di fronte ad un taglio di 1 miliardo di euro.
“In ambito ospedaliero – continua Pacini - si prevede una diminuzione importante di posti letto, in ambito territoriale continuerà la creazione di queste Case della Salute che sono di fatto associazionismo medico in forma multiprofessionale, con medici di medicina generale, infermieri, assistenti sociali, ma con molti punti interrogativi e poche notizie certe.”
“Fino ad ora la direzione aziendale ha solamente presentato piani di massima, dovremo invece calarci in tutte le specifiche riorganizzazioni, ma ancora siamo in attesa di essere convocati per dare il via a questo percorso. Se il piano non viene messo in atto velocemente la paura che esprimo è che avendo di fronte un blocco del personale, mantenendo i servizi come sono stati pensati fino a ieri non saremo in grado di mantenere un carico di lavoro adeguato ai lavoratori e di conseguenza un servizio degno di questo nome ai cittadini. Noi ci attendiamo rapidamente la presentazione dei piani di riordino altrimenti ci troveremo di fronte al rischio dello sforamento del bilancio nel 2014. E' il sindacato che chiede di parlarne in tempi rapidi sapendo che l'azienda ha già avuto l'ok dei sindaci.”
“I lavoratori non capiscono dove andranno a lavorare, non c'è chiarezza nemmeno nei loro confronti, ci sono alcuni punti con maggiori tensioni. Mi preoccupa soprattutto i laboratori di analisi che subiranno una seconda azione di riordino a livello provinciale, che rischiano di essere collocati a distanze chilometriche elevate. Penso ai laboratori dell'anatomia patologica in Valdarno che vogliono portarli ad Arezzo. Questo inciderà negativamente anche sulla capacità chirurgica del plesso ospedaliero di frontiera come quello del Valdarno. Indebolire Valdarno e contemporaneamente togliere il Serristori di Figline è un errore visto che coprirebbe un bacino d'utenza di 100 mila persone tra il Valdarno aretino e quello fiorentino.”
“Insomma - insiste Pacini - c'è bisogno di riqualificare, non di impoverire, c'è da evitare la fuga dei pazienti in altre provincie on in altre regioni. I dati sul tumore alla mammella ci indicano che si assiste a fughe extra provinciali e extra regionali, significa che le donne per questa patologia non si fidano a farsi curare in provincia di Arezzo. Come riqualificare? Facile, si va a cercare il professionista, il chirurgo dalle mani d'oro e si porta ad Arezzo.”
Altro capitolo quello degli appalti alle cooperative, ad esempio per il servizio di pulizie:
“Tra i lavoratori della cooperativa che si occupa di igiene è in corso un dramma, nell'agosto del 2012 con la spending rewiev l'azienda ha messo in atto un taglio di quasi il 10% nell'appalto con le cooperative, i lavoratori prendono sempre meno, si trovano ad avere nuove riduzioni salariali quando già prendevano 600/700 euro al mese. Ovvio che non posso considerare l'operatore che pulisce in terra come un chirurgo, ma l'igiene nelle strutture ospedaliere deve essere garantita. Alcuni lavoratori stanno segnalando ambienti a rischio. Chiediamo di rivedere gli appalti per ridare dignità ai lavoratori e per garantire l'igiene nei plessi ospedalieri.