L’olio nuovo già trova posto sulle tavole degli aretini. La raccolta delle olive, iniziata a fine ottobre, sta per terminare e tra quindici massimo venti giorni i frantoi chiuderanno i battenti dopo averli tenuti aperti praticamente 24 ore su 24 per due mesi. Come sempre c’è chi ha scelto di anticipare i tempi e chi ha preferito far prendere un po’ di freddo alle olive come consigliavano un tempo gli esperti. C’è poi chi ha scelto il sistema moderno a ciclo continuo per molire le olive e chi è rimasto saldamente attaccato alla macine e al sistema antico. Come è accaduto per il vino la quantità dell'olio quest'anno è inferiore, ma non in tutti i casi dal momento che ci sono zone dove la siccità ha inciso di meno, mentre la qualità è decisamente aumentata. Alti restano anche i costi per i produttori che devono fare i conti con una serie di passaggi, tra cura della pianta e produzione di olio, particolarmente salati. Quest’anno, più di altri, la raccolta ha richiamato persone pronte a farla, il lavoro manca e di conseguenza i vecchi mestieri tornano pur sempre ostacolati da mille balzelli. Adesso non resta comunque che comprare il pane e provare a gustare il nuovo olio, magari tenendo bene a mente che, se si vuole farlo nel migliore dei modi, occorre evitare di assaggiarlo sporcato da altri sapori e meglio in pane non abbrustolito e passato con l'aglio. Se proprio si vuole fare come i sommelier bisogna munirsi di bicchierino e berne un sorso. Un cucchiaio d'olio, del resto, ha sempre fatto bene alla salute.