Sull’aeroporto si è sempre detto tutto e il contrario di tutto. C’è il partito, fortemente sostenuto tra gli altri dall’associazione industriali, che ne vorrebbe un potenziamento per modernizzare Arezzo e favorirne la circolazione di turismo e merci. E c’è il partito, che gode del supporto del comitato Tortaia, che ne vorrebbe la delocalizzazione. Sull’argomento dell’allungamento della pista torna il consigliere comunale Barone che, in una nota, parla di una volontà di allungamento della pista da parte dell’Enac che, a suo dire, nel silenzio più assoluto, avrebbe depositato la richiesta in Regione per la verifica dell’assoggettabilità alla VIA del progetto. “È un bel favore – scrive Barone - che viene fatto alla società SAA (ex CTWR) nata nel 2010 con l’intenzione di attirare al Molin Bianco il traffico di aerotaxi”. Se il progetto venisse realizzato, ipotizza Barone, l’aeroporto potrebbe contare su una pista allungata di 390 metri senza spendere un soldo mentre l’Enac sborserebbe un milione e seicento mila euro. Barone punta il dito a questo proposito sull’annunciata volontà dell’Enac di chiudere alcuni aeroporti e sul fatto che il Piano Strutturale di Arezzo non prevede l’allungamento della pista ma una futura delocalizzazione dell’infrastruttura. Principale colpevole del mancato avvio della studio di fattiblità sulla delocalizzazione, secondo Barone, sarebbe il sindaco che, dal 2007 a suo dire, non avrebbe avviato niente rigettando la proposta di delibera di iniziativa popolare, con 1590 firme di cittadini, che il Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Molin Bianco aveva presentato nel 2011 proprio per sollecitare tale studio. A questo proposito il comitato sta lavorando su osservazioni da presentare in Regione e contemporaneamente a un ricorso alla Corte dei Conti per il milione e seicento mila euro che verrebbe speso senza giustificazione.