Un saluto del sindaco Fanfani ha aperto l'intervento di Renzi ad Arezzo di fronte ad una piazza Risorgimento gremita nonostante le temperature da far battere i denti. Con un duro attacco all'attuale legge elettorale che "fa schifo", cosi' ha esordito il primo cittadino che ha aggiunto " ringrazio il Pd che ha garantito e sta garantendo in questa citta' una stabilita' di governo. E' un partito che ha radici antichissime ma che guarda anche al futuro". Sul palco insieme a Matteo Renzi anche Marco Donati, Katia Faleppi, Donella Mattesini, Maria Elena Boschi e Marco Meacci. Poi Renzi ha preso la parola: "siamo in piazza perche' non abbiamo paura della piazza. Qui iniziano gli ultimi cinque giorni che decidono i prossimi cinque anni. Ci sono i candidati ma non sono loro i protagonisti, non lo e' nemmeno Piero Luigi Bersani, lo e' la piazza. Il centrosinistra propone una politica di Governo mentre gli altri partiti stanno a sperare: speriamo che non vinciate. Il nostro messaggio e' chiaro. Chi vince le elezioni non ha il diritto, ma il dovere di governare. Se non avessimo avuto il problema di pagare le quote latte non ci sarebbe stato bisogno di pagare l'Imu". Poi l'attacco a Berlusconi: "ha comprato ... Lo stesso che non ha potuto giocare ai mondiali a Pechino perche' figlio di non italiani. Noi daremo spazio al talento, al merito. La nostra Italia Giusta e' quella in cui la politica e' una cosa bella. Con le primarie abbiamo visto le persone uscire di casa e fare una scelta. Dire l'Italia e' roba mia". Poi un affondo sul leader del Movimento 5 Stelle: "Beppe Grillo e' un personaggio che ha detto tutto ed il contrario dintutto, quelle piazze piene di Grillo sono piazze di gente che chiede risposte. Questo deve far pensare". Ha poi sottolineato il dovere del Pd di essere all'avanguardia. "C'e una parte della politica che crede che la politica sia solo le tasse e le alleanze. Sembra il gioco delle coppie - ha detto sorridendo - Ma prima devono essere fatte le cose. Il punto e' se e' possibile ridare una speranza ai ragazzi. Un vero leader non e' quello che vi promette qualcosa ma quello che vi chiede un impegno". Poi si rivolge ai candidati "che tra qualche giorno saranno a Roma, voteranno il presidente della Camera, del Senato, e tra due mesi della Repubblica. E speriamo lo facciano con attenzione - e qui scatta un ringraziamento a Napolitano - Affidiamo a loro i nostri sogni e soprattutto auguriamo a loro di vincere la battaglia più difficile, quella al mattino con lo specchio, quando si fa i conti con se stessi, come diceva Montanelli". E poi conclude " A me sta a cuore il Pd se e' in grado di cambiare l'Italia. L'unica cosa di cui dobbiamo aver paura e' la paura. La partita non e' l'accordo, ma la partita e' cosa facciamo noi. Non le alleanze, non le piazze piene degli altri, non le loro proposte e promesse. Le prossime elezioni le deve vincere Bersani". Poi la chiusura parlando e scambiando battute con il pubblico, dal palco ma tra la gente, con la gente in pieno stile renziano".
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