Biggeri: "Sapevo che la Provincia voleva lasciare il Polo Universitario, ma sorprendono le motivazioni"

La reazione del presidente

11/03/2013
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Attualità
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"La decisione non mi ha sorpreso, poiché sapevo che la Provincia voleva lasciare il Polo Universitario Aretino, ma sorprendono, e non poco, le motivazioni addotte e le considerazioni che sono state riportate dalla stampa" questo il commento di Luigi Biggeri, Presidente del Polo Universitario aretino alla decisione della Provincia di uscire fuori dal Polo. "La Provincia assieme alla Camera di Commercio, il Comune, Banca Etruria e l'Università di Siena è stata tra i soci fondatori del Polo attribuendogli per molti anni un finanziamento consistente (oltre 150 mila euro all'anno) - prosegue Biggeri - Dal 2012, a seguito del cambiamento dello statuto del Polo e in relazione alle linee programmatiche definite dal nuovo CdA è stato deciso che i finanziamenti al Polo da parte dei soci sostenitori, a parte quelli necessari per le spese di funzionamento, saranno dati sulla base di specifici progetti di intervento nel campo della formazione e della ricerca universitaria. La Provincia nel 2012 ha quindi versato soltanto la quota di partecipazione alla Società consortile Polo Universitari Aretino pari a 5.000 euro. Non credo proprio che questo ammontare risolva i problemi relativi alla costruzione e manutenzione delle strade e delle scuole che sono stati evocati come priorità di intervento. Effettivamente in questo periodo si rileva un minore impegno da parte delle Istituzioni ed Enti Aretini relativamente alle attività del Polo Universitario, ma ciò non giustifica l'uscita, anzi questo comportamento è incomprensibile visto che lo sviluppo del capitale umano è il fattore più importante per il progresso economico e sociale a qualsiasi livello territoriale e in particolare per la nostra Provincia, dove la percentuale dei maturi che accedono all'università è più bassa di circa il 10% rispetto a quella media nazionale. Spero proprio che le istituzioni, gli enti e le imprese del nostro territorio riflettano attentamente su questo problema se hanno a cuore lo sviluppo del territorio e il futuro dei giovani. Purtroppo in questo momento soltanto la Camera di Commercio (con le categorie economiche) sta investendo su questa sfida dello sviluppo della formazione universitaria a favore dei nostri giovani e delle imprese del territorio. Ne è un esempio il finanziamento della Camera per l'evento Scuola-Università-Lavoro che si svolgere ad Arezzo Fiere e Congressi il prossimo 22 marzo, ma sono ottimista e ho fiducia nel "risveglio" rinascimentale della società aretina".

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