Lucignano reclama i suoi "angeli"

Giovanni Bruschi torna all'attacco: "Dove sono finiti?"

Osvaldo Tavarnesi
02/05/2013
Valdichiana
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Lucignano reclama i suoi "Angeli porta candela" che adornavano l'interno del Santuario della Madonna della Querce. Una richiesta mai esaudita ma sempre e costantemente inoltrata senza mai demordere, soprattutto, da parte di  un lucignanese doc, Giovanni Bruschi, che a più riprese, già nel 1998 lamentava, tramite gli organi di stampa, di questo "non ritorno" dei due Angeli porta Candela lignei, di ignoto artista senese del XVI secolo che adornavano il Santuario del Vasari. Sono passati 15 anni ma di risposte questo ultra settantenne lucignanese non ne ha mai avute.  Bruschi molto noto a Lucignano, dopo una vita da "alimentarista", il suo negozio gestito prima dalla madre, vedova di guerra, e poi da solo è stato sicuramente uno dei più longevi di Lucignano. Bruschi ha fatto sempre parte attiva della vita comunitaria lucignanese: fra l'altro fu fra i fondatori della nuova Società sportiva locale alla fine degli anni sessanta. Dopo aver lasciato l'attività non si è messo certo a fare il pensionato da "giardini pubblici, ma la sua passione per l'arte, per l'antiquariato lo hanno spesso portato in giro per la Toscana, non dimenticando mai, quando il tempo glielo permetteva, di soddisfare la sua passione per la bici, impegnandosi in kilometriche pedalate. Questo giovanotto non molto distante agli ottanta è sempre stato un attento osservatore delle bellezze artistiche di Lucignano. "Ed ora, torna all'attacco, dove sono finiti quei preziosi Angeli porta Candela? Nel 1970 furono portati a Cortona, nella Fortezza del Girifalco, dove era stata allestita una grande Mostra: "L'Arte in Valdichiana", alcuni pezzi di grande valore storico-artistico provenivano dal Santuario della Madonna della Querce. Tutto , continua accalorato questo lucignanese gentiluomo, è ritornato nel luogo di origine tranne i due Angeli. Da alcune ricerche fatte sembra che  questi oggetti artistici siano in custodia presso la Soprintendenza delle Belle Arti di Arezzo, adducendo, allora, la giusta motivazione che il Santuario non era dotato di un adeguato sistema di allarme. Ma sottolinea Bruschi, oggi possiamo constatare che questo bellissimo Tempio può contare su di un efficiente sistema di sicurezza ed allarme. In ogni caso se queste misure di protezione non risultassero del tutto idonee sarebbe opportuno che queste due opere d'arte possano tornare lo stesso a Lucignano ed entrare a fare parte dello scrigno di tesori racchiuso nel delizioso Museo Comunale. Proprio in questo Museo lucignanese sono esposti anche un turibolo e navicella in argento, datati 1628 consegnati dallo stesso Giovanni Bruschi. Queste due opere d'arte gli erano state lasciate dallo zio sacerdote don Domenico Farnetani parroco per ben 52 anni proprio presso il Santuario della Madonna della Querce". Questo amante della sua Lucignano è un perfetto esempio di tutta una comunità, quella lucignanese, che ha sempre fatto dei suoi tesori d'arte e della sua storia motivo di grande orgoglio.

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