Il nuovo questore Enrico Moja si presenta ad Arezzo "E' una bella città. Metterò grande passione nella mia attività"

Stamani l'incontro con la stampa

a cura della Redazione
03/06/2013
Attualità
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Enrico Moja ha assunto la guida della questura al posto di Felice Addonizio. Abito blu, sorriso sulle labbra questa mattina ha incontrato la stampa ed ha subito espresso apprezzamenti su Arezzo. "Garantisco massimo impegno" ha esordito, e poi "Ho già lavorato in Toscana (è stato in questura a Firenze, ndr), e sto imparando a conoscere la città ed il territorio".
Moja ha una lunga carriera alle spalle. Di origine piemontese, dove ha trascorso l'adolescenza, ha lavorato per molto tempo in questura, tra Salerno e Caserta. Ma nonostante i tanti anni di attività alle spalle ha precisato: "Non do nulla per scontato, ogni esperienza ha delle novità".
In base alle esperienze con la Camorra, avuta al Sud: "Non credo che la criminalità organizzata sia molto presente su Arezzo, ma non escludo che si possano presentare o essere presenti.  A pelle, comunque, non ritengo di poter parlare di allarme".
Per ora aveva visitato Arezzo solo per turismo. "Mia moglie all'epoca mi disse scherzando: pensa se un giorno venissi a fare il questore di Arezzo, che bella città - racconta e poi commenta - E'  ordinata, razionale, sia nella parte moderna che storica, molto di pregio". E racconta anche un episodio vissuto ad Arezzo: "Durante la mia vacanza nella chiesa di Santa Maria in Gradi un'anziana cadde è caduta in una botola. Me lo ricordo molto bene".
E sulla questura: "Ci sono carenze di organico come in ogni altra città. Abbiamo margini organizzativi discrezionali sui quali devono pesare determinati elementi di confronto. Quello che è stato fatto è stato fatto bene. Ho già incontrato le istituzioni e le forze di polizia ed ho notato una grande coesione".
Poi conclude "Ho due famiglie, la mia e la polizia di Stato. Mettero molta passione nella mia attività. Amo la polizia di Stato".

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