Continui sversamenti nel torrente di Calbenzano. Ordinanza del sindaco sospende attività della centrale a biomasse

I residenti, preoccupati, hanno costituito un comitato. Ieri l'ultimo episodio seguito da una moria di pesci

a cura della Redazione
17/06/2013
Attualità
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Erano le 18 di ieri quando alcuni residenti di Calbenzano hanno notato un liquido marrone che scendeva nel torrente Talla. Un piccolo affluente dell'Arno che attraversa il pugno di case lungo la Casentinese. Un flusso che poi si è trasformato in schiuma bianca ed ha lasciato dietro di sè una moria di pesci, esattamente trote fario. Stamani siamo andati sul posto e, nostro malgrado, siamo stati anche noi testimoni della "strage". Qualche tempo fa ci era arrivata una segnalazione da Arpat che sempre nello stesso torrente era avvenuto uno sversamento causato da un guasto alla centrale a biomasse di Serboli, che si trova sopra all'abitato di Calbenzano. E proprio contro la centrale i residenti, che si sono costituiti in un comitato Per Subbiano, puntano il dito. "Sono mesi che assistiamo a questi episodi" ci spiega uno di loro mostrando un secchio pieno di una sostanza marrone e maleodorante che racconta di aver prelevato proprio ieri dal torrente. "Anche domenica abbiamo subito chiamato Arpat, carabinieri e sindaco. Lo scorso anno qui i ragazzi del paese ci facevano il bagno, l'acqua è sempre stata cristallina. Adesso è torbida e spesso attraversata da flussi scuri, schiuma. Anche i sassi nel torrente sono diventati di colore marrone. E poi i pesci morti. L'Arpat ha fatto delle analisi chimiche, ma ancora non abbiamo i risultati. Dovrebbero essere fatte anche delle indagini bilogiche ma l'amministrazione e la Asl non si sono fatte avanti, e dovremmo tirare fuori i soldi noi cittadini per avere delle risposte. Pretendiamo di sapere che cosa sta accadendo. Cosa c'è nell'acqua. Da quando è arrivata la centrale gli sversamenti sono molto frequenti. Con l'acqua del torrente noi ci annaffiavamo gli orti, davamo da bere agli animali. Ma adesso non possiamo più farlo e nessuno ci dice per quale motivo, che cosa rischiamo". Gli animi nel paesino sono caldi, anzi si rasenta l'esasperazione. Tutti ribadiscono di non avere nulla contro la centrale, ma ritengono che "non sono normali i continui sversamenti nel torrente, che oltrettutto si immette nell'Arno".
Dopo aver incontrato alcuni membri del comitato, presieduto dal dottor Lucacci, abbiamo raggiunto la centrale. Le immagini scattate documentano un rigagnolo di liquido scuro che scende dalla centrale lungo un fossato che costeggia la strada, e da qui entrano nel torrente.

Poco fa ecco la svolta. Il sindaco di Subbiano, Ilario Maggini, ci ha comunicato di aver emesso un'ordinanza con la quale ha ordinato la sospensione dell'attività della centrale. "Ormai è il quinto sversamento in poco tempo. Quindi ho ritenuto necessario, dopo quanto accaduto anche ieri, interrompere il lavoro della centrale che si trova nell'azienda agricola San Luigi. Finchè l'Arpat non mi conferemerà che tutto funziona in maniera regolare, e quindi non ci sono rischi di sversamento nel torrente o comunque in aree non adibite alla raccolta, seppure si tratti di materiali naturali, non intendo permettere la riapertura della centrale".  Ed anche l'azienda, come ci è stato detto sempre dal sindaco Maggini, ha deciso di chiudere la centrale per effettuare una verifica dell'impianto. Secondo quanto appreso, infatti, ieri si sarebbe verificato un guasto ad una valvola all'interno della centrale.

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