Forestale al passo di Croce a Mori, saltano 21 patenti, duello fra due motociclisti sul passo della Calla, uno di loro non si ferma all’alt e tenta la fuga, raggiunto e moto sequestrata! Ritirate 6 carte di circolazione per moto truccate. Al via il secondo controllo in Provincia di Arezzo nell’ambito della Campagna Defend Life 2013 iniziativa lanciata dal Comando Regionale della Toscana del Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con la Prefettura di Firenze e il Compartimento della Toscana della Polizia Stradale, per la sicurezza delle strade montane e dei passi appenninici particolarmente interessati da un elevato transito turistico. Questa volta è stato il Passo di Croce a Mori e il Passo della Calla a fare da teatro alle operazioni del Nos di Arezzo insieme ai Comandi Stazione di Stia e Bibbiena. Le attività sono iniziate intorno a mezzogiorno e si sono protratte fino alla tarda serata. Questa volta ad essere monitorati sono stati alcuni tratti della sp 556 e segnatamente dal km 29 al km 25 selezionati in base: alle condizioni dell’infrastruttura stradale che presentava peraltro barriere di cemento che invadevano parte della carreggiata a ridosso di una curva coperta a visibilità limitata, alla concentrazione delle infrazioni gravi riscontrate durante la fase di osservazione e studio nonchè al numero e dinamiche degli infortuni verificatisi negli ultimi 10 anni. Il sistema di controllo adottato è stato suddiviso in due fasi, una pattuglia dedicata al controllo delle norme di comportamento, una dedicata alla postazione di controllo per l’intimazione dell’alt, l’identificazione dei soggetti fermati, la contestazione immediata delle infrazioni rilevate e la formalizzazione degli atti relativi e infine un’altra, sempre presso la postazione di controllo, dedicata alle verifiche tecniche sui motocicli con particolare riferimento al rispetto delle norme sulle caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento che incidono sulla stabilità e sicurezza del mezzo. Dalle 13.30 hanno iniziato ad affluire gruppi di motociclisti una media di 6-10 unità per gruppo per un totale di 22 gruppi censiti. Questi sono stati via via intercettati al km 29 dalle pattuglie della Forestale addette al monitoraggio e seguiti fino al km 25 Durante questi 04 km avveniva la selezione dei soggetti che andavano segnalati alla postazione di controllo situata al km 25 che provvedeva ad interrompere loro la marcia. Le contestazioni hanno tenuto conto non tanto di singole violazioni, bensì di una condotta e stile di guida tenuta nella percorrenza di alcuni chilometri sufficienti a capire se fossero violazioni isolate, ma non per questo meno importanti o veri e propri atteggiamenti corsaioli. Non sono mancati momenti di tensione che hanno costretto il personale della Forestale a rallentare il traffico generale per evitare che gruppi di motociclisti impegnati a salire il passo ad altissima velocità si incrociassero nelle curve con autevicoli e mezzi pesanti o con altri motociclisti. Ciò è stato deciso per ragioni di sicurezza valutate le condizioni dell’infrastruttura stradale che in un tratto presentava un pericoloso restringimento e asfalto deteriorato, senza segnaletica semaforica de’emergenza, pertanto incapace di tollerare manovre in velocità costringendo molti utenti ad invadere l’opposto senso di marcia per affrontare la curva e ciò avrebbe potuto creare seri pericoli con il traffico proveniente dalla direzione contraria. Durante questa fase di controllo sono state ritirate 21 patenti, per sorpassi ripetuti in curva, circolazione contromano, velocità pericolosa in una strada a carreggiata stretta a visibilità limitata in orario di intenso traffico. A seguire il dispositivo di controllo è stato spostato sulla sp 310 del Bidente, per verificare se i controlli svolti sul passo di Croce a Mori avessero spostato il traffico sul Passo della Calla. Qui è stato adottata altra tipologia modulare della Campagna Defend Life ed in particolare una safetycar del Corpo Forestale si è immessa sul passo, seguita dopo alcuni km da altra autovettura provvista di videorilevamento ad alta velocità. Questa intorno alle ore 17.45 intercetta due motociclisti impegnati a salire il passo ad alta velocità compiendo delle manovre da roulette russa. Parte un inseguimento ‘’discreto’’ senza far uso di sirena e lampeggiante per non impaurirli e stimolarli ad andare ulteriormente oltre la loro incoscienza che avrebbe potuto compromettere la loro sicurezza. Nel frattempo la safety car, che si trovava molto più avanti rispetto ai centauri veniva avvisata e questa si disponeva al termine di un lungo rettilineo sopra la famosa fonte per procedere all’intimazione dell’alt. Qui i due corsaioli venivano intercettati, uno di questi trovatisi di fronte alla paletta e alla luce lampeggiante blu, invertiva il senso di marcia in curva tentando l’elusione dandosi alla fuga dirigendosi in direzione Stia. Nel frattempo l’altra autovettura del Corpo Forestale che stava sopraggiungendo, avvisata delle fuga si disponeva a sua volta in altro rettilineo al centro carreggiata poche centinaia di metri più in basso dalla safety car. Il Centuro a quel punto trovandosi intrappolato si arrendeva consegnandosi ed il suo primo commento nella fase di identificazione è stato ‘’ so quello che ho fatto e quando ho capito che eravate quelli della Forestale, mi è presa paura e ho pensato che fosse stato meglio scappare’’. Trattasi di un ventenne fiorentino a cui sono state contestate diverse violazioni per un totale di 12 punti e una sanzione amministrativa che proprio per la gravità del fatto commesso, dovrà essere decisa dallo stesso Prefetto di Arezzo non essendo ammesso pagamento in misura ridotta. Oltre a questo si è visto ‘’sequestrare’’ la moto per circolazione con la targa a bandiera. All’altro motociclista, un diciottenne sempre Fiorentino, è stata invece ritirata la patente con la decurtazione di 24 punti per sorpasso in curva. Per quanto riguarda invece i controlli tecnici eseguiti questi hanno consentito di rilevare sei motocicli ai quali erano state apportate modifiche alle caratteristiche costruttive e funzionali che erano andate ad incidere sul sistema frenante, sui cerchioni e pneumatici, sull’impianto elettrico compromettendone sicurezza e stabilità. Alcune di queste potevano essere interpretate in senso migliorativo solo se eseguite da personale qualificato, specializzato e certificato per farle, diversamente se approntate da meccanici improvvisati, magari dentro qualche garage o cantina, come nella stragrande maggioranza dei casi, avrebbero sicuramente potuto portare all’effetto contrario oltretutto alterando i requisiti di omologazione approvati in sede di approvazione del modello. Oltre a tutto questo va comunque rilevato, che tanti gruppi monitorati e controllati hanno avuto un atteggiamento serio e responsabile, non solo nella condotta di guida ma anche nel rapporto con le autorità preposte al controllo e nella tenuta del proprio motociclo. Dal Comando Provinciale di Arezzo del Corpo Forestale dello Stato tengono a precisare che i controlli eseguiti alla postazione fissa andavano dalle verifiche documentali, ai controlli tecnici sui motocicli, alle esigenze di sicurezza del traffico, agli accertamenti presso le banche dati telematiche, all’incrocio delle informazioni con il servizio di videosorveglianza dinamica etc….accertamenti particolarmente complessi e completi che sono avvenuti in un tempo assolutamente congruo quantificato in una media di 25 minuti mezzora di sosta. Laddove venivano rilevate infrazioni questo tempo poteva prolungarsi.