Il Boulevard - FOTO

L'opinione de' Botoli

a cura della Redazione
06/07/2013
Attualità
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Da ieri sera è iniziata una nuova era per Arezzo, quella dei Boulevard. Abbiamo sentito usare questa parola francese, associata a qualche strada della nostra città, per la prima volta pochi anni fa, quando in una conferenza stampa in Sala Rosa, vennero mostrati, a noi giornalisti e attraverso noi alla città tutta, i progetti di quello che via Roma sta lentamente diventando. Parliamoci chiaro, ogni cosa che viene fatta ad Arezzo, trova e troverà sempre sostenitori e detrattori. Non stupisce quindi che lo stesso avvenga per i boulevard, ma l'idea è buona, e alla lunga funzionerà e sarà considerata normale

Personalmente non mi dispiace l'idea di fondo, sono a favore. Ma ci sono alcune cose su cui va puntato il dito, oggi come oggi solo come monito, per evitare lamentele e problemi domani. 

La prima cosa è che il Boulevard di Arezzo è a pochi metri, e confina proprio, con Piazza Guido Monaco. La nostra bella piazza che, solo qualche anno fa, fu restaurata da cima a fondo per farla diventare il "salotto buono" di Arezzo, e inaugurata in pompa magna con una cerimonia sfarzosa, la banda e tante belle parole. Guardiamola oggi, quella piazza. Nel nostro salotto abbiamo permesso che prendessero il sopravvento sporcizia, illegalità e disordine. Attenzione a non fraintendere però, è fin troppo facile puntare il dito sugli stranieri che la popolano, e non sono loro gli unici responsabili della situazione. Guardiamola, questa piazza, con occhi distaccati. Guardiamola e vediamo cos'è la sera. Un parcheggio selvaggio a cielo aperto nel circolo esterno. Un locale a cielo aperto dove ubriacarsi nel circolo interno. Un posto da cui è meglio che una donna da sola giri al largo, di sera. Questo è il "salotto buono" che i nostri sacri (sacri perchè intoccabili in nome del bene supremo, la governabilità) amministratori ci avevano promesso? Cosa dobbiamo aspettarci dai "Boulevard"?

Ma c'è anche un'altra cosa, che dobbiamo considerare, la viabilità di Arezzo. Per come è strutturata la città, chiudere di sera via Roma per farla diventare un "Boulevard" otterrà uno spostamento di traffico su altre direttrici, che però sono sottodimensionate se non inesistenti. Chiunque voglia andare dalla zona Montefalco-San Lorentino verso la zona Giotto-Trento Trieste, sarà costretto a passare per la direttrice Spinello-Niccolò Aretino-Guadagnoli, oppure a un lungo giro, scegliendo fra il giro dal cimitero o quello dall'ex standa e via Vittorio Veneto. Via Spinello e le vie che seguono, mi pare che siano già adesso di difficile utilizzo. Aumentare a dismisura il carico di lavoro per queste due strade le congestionerebbe in modo ingestibile. Soprattutto perchè all'altezza dei Bastioni di Santo Spirito, in corrispondenza del punto più stretto, si trova anche l'intersezione con il passaggio pedonale che immette nella parte bassa di Corso Italia. Già adesso li, a volte, è proprio difficile passare. E in più quelle sono le strade che vengono continuamente chiuse per fiere, mercati internazionali, e chi più ne ha più ne metta. Le due alternative sono giri lunghi e tortuosi, e va da se che questo porterà la gente che ci vive e gli automobilisti che dovranno percorrerli a continue frizioni, probemi e lamentele.

In conclusione, quindi, la bella idea dei "Boulevard" non può rimanere fine a se stessa. Deve ssere seguita e stimolata da altre iniziative, da parte degli amministratori. Devono essere riportati ordine e pulizia in Piazza Guido Monaco e nelle zone limitrofe, deve essere eliminato definitivamente il problema del parcheggio selvaggio serale, e devono essere programmati e previsti i percorsi alternativi che permettano agli aretini, che se potessero parcheggerebbero sullo scendiletto per non fare un passo a piedi, di muoversi agevolmente. D'altra parte, muoversi sempre e solo in macchina è stupido, soprattutto in una città piccola come Arezzo, ma quello alla mobilità è un diritto. E come tale va rispettato.

guarda LE IMMAGINI della prima sera di chiusura di via Roma

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