Appello di Croce Bianca, Misericordie, Croce Rossa: “118, la centrale resti ad Arezzo"

Le associazioni insistono: non si sprechino soldi per costruirne di nuove. Intervento anche dell'onorevole Mattesini

02/08/2013
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Attualità
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La questione delle sedi delle centrali del 118 è stata trattata questa mattina in una apposita riunione del coordinamento provinciale del volontariato.

Anpas provinciale (Pubbliche assistenze), Comitato provinciale della Croce Rossa e Misericordie provinciali, rimarcando quando già affermato dalle reciproche organizzazioni regionali, e ritengono che “la centrale del 118 per l’area vasta sud/est debba restare ad Arezzo. Oltre ad avere i migliori risultati sotto il profilo del servizio, pare a noi assurdo, un vero controsenso e alla fine anche uno spreco – affermano all’unisono -  che mentre si parla di risparmi e spesso di tagli, si vogliano investire cifre ingenti per costruire nuove centrali operative quando quelle esistenti a Viareggio, Pistoia e Arezzo sono già a norma e in grado di coprire il servizio. Ad Arezzo in particolare .- sostengono le associazioni che da anni collaborano fattivamente al servizio gestendo il toto le ambulanze blsd e partecipando anche agli altri servizi - la centrale ha tutte le caratteristiche strutturali, tecniche, organizzative, di conoscenza per gestire il traffico anche di Siena e Grosseto, senza fare ulteriori investimenti. Solo l’idea di spendere altri soldi quando è possibile evitarlo, ci sembra una ottima ragione per compiere scelte logiche, consapevoli e, anche in questo caso, di ottima qualità”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la senatrice Pd Donella Mattesini che ha dichiarato:  “Non voglio certo farne una questione di campanile,  sarebbe però auspicabile rispettare appieno la competenza e l'esperienza positiva del 118 aretino, riconosciuto, anche in ambito Asl, come un servizio di altissimo livello”. Il 118 aretino ha avuto infatti un riconoscimento indiscusso della sua qualità di gestione operativa ed economica da parte di Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali)  e quindi risulta avere tutte le carte in regola per essere sede di centrale di area vasta.
“Tra Arezzo, Siena e Grosseto è il 118 della nostra provincia ad avere dimostrato di avere le caratteristiche affinché questo servizio possa essere mantenuto da noi. Occorre pertanto – conclude Mattesini – far valere in tutte le opportune sedi, non solo i parametri di organizzazione e  gestione dimostrati complessivamente da Arezzo, ma è necessario anche non disperdere in nessun modo quell’autentico patrimonio di professionalità, competenza ed esperienza acquisito nel tempo dagli operatori e se proprio il numero delle centrali deve scendere a quello indicato, bene, una di queste centrali può e deve stare ad Arezzo”.

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