I beni di Amedeo di Savoia vanno all'asta: "i tempi sono cambiati, non capisco chi grida allo scandalo", dice il duca al settimanale Oggi (in edicola da domani), facendo riferimento ai malumori che questa iniziativa ha suscitato in alcuni ambienti monarchici. L'appuntamento e' a Torino - in via Cavour 17, nella sala della casa d'aste Bolaffi - il 25 settembre, due giorni prima del 70/o compleanno di Amedeo d'Aosta. All'asta "270 lotti di ottima qualita' con un importante valore storico", rivela Oggi, che pubblica le immagini degli "oggetti che il duca (al quale non e' bastato vendere ai Ferragamo la tenuta del Borro, 700 ettari da sogno sulle colline di Arezzo) mette in vendita: dagli armadi di Palazzo San Rocco a Castiglion Fibocch sono usciti argenti, porcellane, posate e tovaglie. Dai muri sono stati staccati quadri, stampe, alberi genealogici. Dai mobili sono spariti soprammobili, sculture, candelabri. I cassetti sono stati svuotati da ventagli, orologi, stemmi. Dagli scaffali sono stati tolti volumi, album e fotografie. Dai caveau delle banche coppe e monili d'oro". "Cosa vuole, i tempi sono duri. E le difficolta' ci sono per tutti", dice a Oggi Silvia Paterno' di Spedalotto, seconda moglie di Amedeo duca d'Aosta. L'asta, sottolinea il settimanale, "ha suscitato sconforto e parecchie polemiche nei circoli monarchici. Alcuni monarchici si sono impegnati a partecipare all'evento e a consorziarsi per impedire che vengano dispersi oggetti e cimeli sui quali c'e' lo scudo dei Savoia". Dice Silvia Paterno': "Piuttosto che tenere tutta questa roba in armadi, magazzini o caveau, meglio che qualcuno se la metta in casa e se la goda. Le stime oltretutto sono basse. Speriamo che serva ad attirare un po' di pubblico". Aggiunge Amedeo d'Aosta a Oggi: "Certi pezzi non li vendero' mai. Non capisco pero' certi malumori. I tempi sono cambiati. In Inghilterra il duca di Kent ha messo all'asta beni di famiglia e lo stesso ha fatto Costantino in Grecia. Eppure nessuno ha gridato allo scandalo". (ANSA).