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"Il Giardino delle idee: diario di bordo di una giornata speciale"

| di a cura della redazione
| Categoria: Arte
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ore 17.00

“Sono così interessata, appiccicata, morbosamente ghiotta e obesa di vita che mi interessa pure la morte, che di essa è il finale” così ha esordito Anna Marchesini in occasione dell’incontro di presentazione del Suo nuovo libro “Moscerine” al Giardino delle IDEE.

Teatro Vasariano gremito in ogni angolo sin dal primo pomeriggio e lunghissimo applauso da parte del pubblico all’ingresso in sala della Marchesini accompagnata da Barbara Bianconi e Nadia Frulli.

Moscerine è un libro intenso, profondo, composto da nove racconti che sono piccoli grandi romanzi, dal titolo insolito e dal sapore agrodolce.

Aspro, a tratti amaro, come i personaggi in esso presenti; dolce, come solo un libro dalla scrittura elegante e raffinata sa essere.

“Non sono storie di ordinaria e straordinaria follia che prevedono grandi uomini o grandi donne al centro dell’intreccio – ricorda Anna – ma figure che arrancano, che conducono per lo più una vita stentata, dove l’indolenza, spesso, è l’unica vincitrice”.

Applausi, applausi e ancora applausi.

Il pubblico interrompe a ogni intervento Anna Marchesini visibilmente emozionata ma anche molto divertita e divertente.

Il Suo è un libro fatto di descrizioni evocative, talmente belle da risultare sottili, per niente ingombranti.

Personaggi invece che di ingombrante hanno molto.

Non di certo la stazza, ma la pesantezza dell’esistenza li rende tali.

E allora cosa fare se la vita non sorride?

Cosa fare di fronte allo scorrere inesorabile del tempo che traccia destini non sempre vincenti?

”Ecco che riscopriamo l’insospettabile importanza che assumono le piccole cose – ricorda la Marchesini – quelle che non vediamo se non con una lente d’ingrandimento che rende immenso anche l’invisibile”.

Che Anna Marchesini fosse un’attrice grande, vitale, modello unico di comicità, nel senso più profondo del termine, questo era già assodato.

Che fosse una scrittrice encomiabile, lo avevano compreso leggendo i precedenti romanzi.

La sua capacità di studiare l’umanità e creare figure vive, non solo perché veritiere ma anche perché riportano in vita i personaggi, anch’essi tragicomici, da lei negli anni interpretati, si impone nei racconti, edulcorati da descrizioni tanto liriche quanto attuali.

Al termine dell’incontro standing ovation da parte del pubblico e cinque ininterrotti minuti di applausi.

Esauriti i libri al desk libreria.

 

ore 21.00

“Il terzo giorno da non dimenticare è stata una domenica, il 14 luglio del 2013, una settimana precisa dopo il mio quarantesimo compleanno. Dovevo capire subito che si trattava di un giorno speciale perché non ci furono famosi disastri aerei a rubarmi la scena. Era una domenica inutile e tropicale, durante la quale non successe niente degno di nota. Se escludiamo il fatto che alle 13. 27 circa ho preso un bel respiro e sono morto”.

Con un reading intenso, commovente e allo stesso tempo ironico il regista scrittore Fausto Brizzi ha voluto aprire l’incontro serale del Giardino delle IDEE.

Cosa si prova quando ti diagnosticano un cancro incurabile?

Disperazione, oppure, per una qualche inspiegabile ragione, si colgono davvero gli aspetti importanti della vita e ogni giorno diventa un regalo?

Questa è solo una delle domande che si pone il personaggio del nuovo romanzo di Brizzi, Cento giorni di felicità che con leggerezza, semplicità e soprattutto profondità affronta il tema degli ultimi fatidici giorni che separano dalla morte.

Ci si potrebbe aspettare un racconto lugubre e pieno di rimpianti, invece spesso in questo romanzo si ride, perché Lucio Battistini, questo è il nome del protagonista, tutto vuole fare meno che piangersi addosso.

Ha una missione importante, in questi ultimi giorni,

Riconquistare la moglie, la sua tutto, la donna che ha tradito.

E lasciare ai figli e agli amici tutto l’amore che può.

Si sorride molto, moltissimo anche al Giardino delle IDEE scoprendo un Fausto Brizzi mattatore, assoluto protagonista che scendendo tra il pubblico decide da subito di instaurare con esso un rapporto diretto, schietto, fatto di gag, domande e riflessioni a tutto tondo sul tema della felicità e dell’infelicità.

“Scrivendo il romanzo go riscoperto l’importanza di godersi ogni singolo attimo – ha ricordato Brizzi – la bellezza di avere accanto persone fidate, la semplicità di gesti che spesso si compiono senza attribuir loro alcuna importanza”.

Durante l’incontro il pubblico scopre la bravura e la simpatia di un regista affermato pronto a mettersi in gioco e a confessare le proprie paure, i propri desideri, i propri sogni.

In un crescendo di emozioni, risate e di qualche momento che mette i brividi, Fausto Brizzi riesce a conquistare il pubblico del Giardino – come del resto ha fatto già con i lettori – raccontando una storia toccante che non scade nel banale e, nonostante la tematica, diverte.

Applausi, foto di rito e tanti autografi per un regista scrittore davvero molto amato.

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