Il tesoro dei longobardi, la mostra chiude con oltre 30mila presenze

Tre percorsi realizzati grazie ad un'articolata rete di collaborazione

| di Edoardo Malvestiti
| Categoria: Arte
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Oltre trentamila le persone che nel corso della estate hanno visitato la mostra  “Il Tesoro dei Longobardi” all’interno del salone mediceo di Palazzo Casali a Cortona, una esposizione  nata dal dialogo tra la Consulta dei Produttori Orafi e Argentieri di Arezzo ed il Museo MAEC di Cortona. La mostra è stata  possibile grazie al contributo della Camera di Commercio di Arezzo e Banca Valdichiana, e si è inserita nel programma degli eventi previsti dal protocollo di intesa tra Comune di Cortona e Comune di Cividale del Friuli per la valorizzazione della storia Longobarda in Toscana e della storia Etrusca in Friuli Venezia Giulia.

Così grazie alla collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Cividale e la Soprintendenza ai Beni archeologici del Friuli la mostra ha ospitato gli oggetti antichi di età longobarda provenienti dall’antico ducato di Cividale. Una grande soddisfazione da parte degli organizzatori dell’evento dato che è stato un modo per mettere in mostra le antiche arti orafe longobarde e trenta artisti contemporanei del territorio aretino.

Infatti il progetto scientifico della mostra “Il tesoro dei Longobardi” è stato classificato e suddiviso in tre segmenti. L’esposizione, nella sua prima parte,  ha avuto lo scopo di fornire al grande pubblico un inquadramento generale del popolo longobardo, rispetto agli usi e i costumi, dai tempi dell’arrivo in Italia fino alla conversione al Cristianesimo, attraverso le principali tappe del loro percorso, con la conquista di Cividale del Friuli nel 568 d.C., il successivo arrivo in Tuscia e l’occupazione, nella loro spinta verso meridione, di centri quali Fiesole e Chiusi. Il tema è stata   l’occasione per far luce sulla sorte di Cortona da sempre in dubbio, per la propria posizione, se fosse appartenuta al corridoio bizantino o, invece fosse stata centro longobardo (come attesterebbero molti reperti e indizi dell’agro cortonese).

Nella seconda parte della mostra l’attenzione si è  incentrata sul mondo artigianale e sulla metallotecnica dei Longobardi, con la presentazione di creazioni di ornamento e oreficeria relativa sia alla sfera personale, sia a quella militare e, infine, religiosa.

Nella terza ed ultima parte della lunga esposizione, quindi si sono proposte   le creazioni dei 13 maestri orafi aretini che hanno tratto la loro ispirazione dalle forme dell’arte orafa del periodo longobardo proponendo interessanti contaminazioni con la tradizione classica e rinascimentale per giungere sino alle tendenze sperimentali della contemporaneità. L'esposizione ha inteso in tal senso offrire nuovi spunti creativi ai designer ed ai modellisti del made in Italy orafo rivisitando con i pezzi unici presenti in mostra gli antichi codici formali elaborati agli albori del Medioevo. “ Una grande promozione sia a livello artistico che culturale ma anche economico per il comune di Cortona -  ha spiegato il sindaco della città Andrea Vignini - ed un ringraziamento particolare lo volevo fare a tutti coloro che hanno permesso questa straordinaria mostra che ha chiuso i battenti con oltre trentamila visitatori".

Edoardo Malvestiti

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