Nel week end forme di luce sulla Pieve

Prenderà vita “Percorsi di sguardi e di spiriti”

| Categoria: Attualità
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Sulla facciata della Chiesa di Santa Maria della Pieve sabato 14 e domenica 15 dicembre, dalle 18.00 alle 22.00, prenderà forma “Percorsi di sguardi e di spiriti” terza proiezione site-specific progettata dall’Architetto Francesca Storaro - lighting designer di fama internazionale - e da Claudio Crescentini.

Forme di luce è sempre più un progetto di lighting design iconografico e artistico, dove il modulo tecnico (mapping, grafic lighting, ecc.) viene subordinato alla lavorazione, come si diceva una volta, manuale o meglio di tipo tecnico-artigianale, artistico, unendo quindi eccellenza italiana e specificità curatoriale. I due curatori del progetto, Fancesca Storaro e Claudio Crescentini, hanno infatti composto un concept diversificato per le singole architetture di Arezzo

In occasione dell’evento di questo fine settimana Casa Museo Ivan Bruschi aprirà al pubblico le suggestive terrazze che si affacciano sulla Pieve, punto di vista privilegiato per vedere le proiezioni. Il libero accesso alle terrazze sarà organizzato su tre turni: il primo alle ore 19, il secondo alle ore 20 e l’ultimo alle ore 21.

Per le proiezioni sulla Chiesa di Santa Maria della Pieve, proprio per la particolarità di questa architettura, Francesca Storaro e Claudio Crescentini hanno scelto immagini e particolari pittorici che possano coesistere con la serie di arcatelle presenti, a diversa altezza e distanza, sulla facciata superiore della Pieve. La struttura non sarà più quindi considerata come uno schermo, come nel caso della Basilica di San Francesco, ma contesto dell'immagine stessa. I pieni e i vuoti dell'architettura, le rientranze, le sporgenze, la circolarità delle colonnine diventeranno parte integrante delle immagini stesse, di modo che anche il vuoto retrostante di questi elementi architettonici si vada a "riempire" dei colori e delle forme e della luce dell'arte di Arezzo. Non si è puntato quindi sull'unitarietà della visione dell'immagine, evitando assolutamente l'effetto xbox, ma sulla sua frammentarizzazione esaltata dalla struttura stessa della Pieve.

Il pubblico quindi potrà godere dei cambiamenti visuali delle rappresentazioni senza subalternità con l'architettura. La Crocefissione di Signorelli, le vesti della Regina di Saba di Piero della Francesca, le decorazioni di un antifonario aretino del XIII secoli, si amalgheranno con le arcatelle, andando a riempire tutti gli spigoli, le rientranze, i vuoti appunto della facciata. Proprio come facevano gli antichi maestri frescanti di Arezzo, in un concept quindi che tiene sempre e indissolubilmente conto della grandezza storico-artistica di Arezzo ma anche del suo presente architettonico.

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