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Riordino delle Province, seduta straordinaria del Consiglio comunale :" In ogni caso, Arezzo capoluogo. O da sola o di un'area vasta”

Fanfani assente per partecipare ad un incontro con il Governatore Rossi

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Seduta straordinaria del Consiglio Comunale dedicata alla discussione sul progetto di riordino delle province che, a seguito dal decreto legge cosiddetto sulla “spending review”, è attualmente oggetto di alcune proposte della Regione Toscana che hanno sollevato ad Arezzo forti polemiche.
Il Presidente dell'assemblea Luciano Ralli ha subito annunciato che il Sindaco “si trova in questo momento a un incontro con il Governatore Rossi e i sindaci delle città toscane capoluogo dove con determinazione continuerà a sostenere ogni progetto che vada incontro agli interessi della città. L'urgenza di questo Consiglio Comunale è data dalla legge che prevede passaggi obbligati che vanno a iniziare in questi giorni presso il Consiglio delle autonomie locali e il Consiglio Regionale.
Il decreto statale convertito nella legge 135 del 7 agosto 2012 - ha proseguito Ralli - prevede il riordino delle province nelle regioni a statuto ordinario sulla base di requisiti minimi quali dimensione territoriale e popolazione. È chiaro che un riordino del genere avrà ricadute sui comuni in termini di redistribuzione delle funzioni. Le province, sulla base dell'altro decreto, il cosiddetto 'salva Italia', non saranno più elettive ma enti di secondo livello con consiglieri nominati dai comuni e ridotti notevolmente nel numero. Tale riorganizzazione territoriale sembra trascurare considerazioni attinenti alla qualità dei servizi da offrire al cittadino.
Comunque, la Provincia di Arezzo si trova in una particolare condizione: ha il requisito della dimensione territoriale mentre quello della popolazione è sfiorato sulla base di alcuni dati e raggiunto sulla base di altri. In ogni caso, sia che resti autonoma sia che venga accorpata ad altre, Arezzo dovrebbe restare capoluogo e le previsioni legislative sostengono proprio questa soluzione. Bene, tale suddetta soluzione sembra messa in discussione da esponenti della Regione Toscana che hanno parlato di un'unica provincia Arezzo-Siena-Grosseto con Siena capoluogo. Un'eventualità che sarebbe una sciagura. Ecco allora che un segnale inequivocabile della massima assise cittadina prima che inizino i lavori degli organi competenti è importante. Questo Consiglio Comunale è pronto ad assumere decisioni storiche perché storiche saranno le successive decisioni che il Governo prenderà in merito. Ideali politici diversi non possono impedire questo segnale a difesa della comunità. Non siamo dinanzi a orgoglio auto-referenziale o a campanilismo ma a una battaglia autentica per la difesa di una storia, di una competitività, di posti di lavoro”.

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