Gasperini: “la IUC manderà i Comuni in coma e priverà i cittadini dei servizi”

Il vice Sindaco chiede l’immediato intervento del Parlamento

| Categoria: Attualità
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“Sigle come fumogeni: adesso la Iuc (imposta unica comunale) “somma” di tre tributi, Imu, Tasi e Tari che, tra l’altro, sono ancora oggetto dei rimaneggiamenti del Governo. E dietro la cortina fumogena i Comuni che non solo rimangono con meno risorse ma che continuano a vestire i panni dei gabellieri per conto dello Stato. Quindi i cittadini seguitano a pagare e ad avere i principali servizi a rischio. La situazione non è più tollerabile”.
Stefano Gasperini, vice Sindaco e assessore al bilancio, ha inviato una lettera ai parlamentari di maggioranza, Donella Mattesini e Marco Donati, chiedendo una svolta in sede parlamentare.
“Stiamo assistendo ad un vecchio e brutto film la cui regia, mi dispiace dirlo, non cambia nonostante i governi diversi: i Comuni sono obbligati ad applicare un nuovo tributo che dovrà sopperire ai minori trasferimenti statali e in virtù del quale gli Enti Locali saranno ancora una volta chiamati a metterci la faccia e sostituirsi allo Stato nel ruolo di esattori verso i cittadini. In un quadro di confusione e incertezza che farà slittare l’approvazione dei bilanci preventivi”.
Gasperini sottolinea che “il risanamento dei conti pubblici continua a ricadere proprio sulla possibilità di erogare quei servizi che fanno capo ai Comuni. Risparmiare e ridurre le spese è doveroso e noi facciamo la nostra parte. Promuovendo l’ottimizzazione dei processi amministrativi, l’innovazione, gli investimenti in information tecnology, per avere un’amministrazione sempre più attenta, efficiente, efficace, intelligente. In una parola? Smart”
Il Comune di Arezzo vigilia poi sulle aziende partecipate affinchè seguano lo stesso percorso virtuoso: “elevati standard di servizio e contenimento tariffario. Il Comune di Arezzo, come azionista, ha drasticamente ridotto i consigli di amministrazione e introdotto l’amministratore unico nelle aziende di livello comunale. Ritiene irrinunciabile, laddove ci siano le condizioni, analoga scelta per le aziende sovra comunali, ivi compresa l’esigenza di razionalizzare i gruppi societari e in alcuni casi di sciogliere società o ridefinirne la mission”.
Stefano Gasperini afferma però che c’è una soglia oltre la quale non si può andare se non si vogliono compromettere o addirittura cancellare servizi ai cittadini: “questo limite è stato raggiunto e la capacità di programmare e la buona amministrazione non possono sopperire alla oggettiva carenza di risorse. In soli 10 anni l’entità complessiva del bilancio del Comune di Arezzo è diminuita del 43% e le disponibilità finanziarie per lavori pubblici sono crollate: del 92% nello stesso decennio. Il bilancio è sostanzialmente bloccato e concentriamo le poche risorse “libere” da obblighi di destinazione nei servizi alla persona, in modo particolare anziani, bambini e famiglie. Adesso siamo veramente ad un bivio: o si decide una svolta o si condannano al coma i Comuni. Si cerchino veramente gli sperperi della finanza pubblica, si dia l’esempio con la riduzione dei costi della politica (toccando per primi proprio Parlamento e Parlamentari), si semplifichi il florilegio di enti inutili e il sottobosco di incarichi annessi. Si dia un segno responsabile invece di continuare a vessare i cittadini costringendo i Comuni a fare da esattori. Si metta i Comuni nelle condizioni di investire, di promuovere innovazione e si premino gli Enti virtuosi, invece di annegare tutti nello stesso calderone”.

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