L'associazione Camae dona 12 manichini al 118 aretino. Per la formazione didattica di primo soccorso

In provincia sono già più di seimila le persone preparate per l'uso del defibrillatore

| di Edoardo Malvestiti
| Categoria: Attualità
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Sono stati donati questa mattina, presso la centrale del 118 di Arezzo, dodici nuovi manichini, grazie al contributo economico della associazione Camae, per la formazione di corsi didattici di primo soccorso. Un'attività di estrema importanza per tutto il personale che sta nelle ambulanze, ma anche di estrema utilità  per tutti gli operatori di aziende pubbliche o private o di strutture statali come le scuole o delle forze dell'ordine.

Da quando poi con il progetto “Arezzo cuore” la nostra provincia ha avviato una massiccia campagna di diffusione sul territorio dei defibrillatori semiautomatici (circa trecento quelli già installati), i corsi sono aumentati e ad oggi sono oltre seimila le persone formate e abilitate al loro utilizzo. Merito, sicuramente, anche del progetto avviato nelle scuole medie aretine, dove ad essere istruiti sono gli insegnanti di educazione fisica che poi, con un sistema a “ragnatela” si faranno carico di formare a loro volta gli studenti su  come si soccorre una persona in difficoltà, in attesa dell’arrivo dei soccorsi sanitari.

“Abbiamo puntato fin dall’inizio sul coinvolgimento diretto dei cittadini, singoli e associati – afferma il direttore del 118, Massimo Mandò – ed oggi il nostro progetto sta facendo scuola in molte altre realtà. Significativo, a questo proposito, l’incontro in programma domani in sede regionale con i provveditorati agli studi della Toscana interessati a replicare la nostra esperienza. Dobbiamo convincerci che la morte cardiaca può essere sconfitta, ha sottolineato Mandò, ma è fondamentale farsi trovare pronti e preparati. La diffusione capillare dei defibrillatori nel territorio sta già dando buoni frutti e ci sono zone della nostra provincia, come ad esempio il Valdarno, dove abbiamo raggiunto  il 40% di sopravvivenza in caso di infarto”.

I dati invece dicono che sono ancora molto arretrate, in termini di primo soccorso, la Valdichiana, Casentino e Valtiberina. Con questa donazione effettuata dalla associazione Camae, però sarà possibile formare nuovi soccorritori. Estrema soddisfazione infatti è stata espressa dal presidente della associazione Ernesto Ferrini, motivando questa donazione  con l'auspicio che vengano utilizzati al meglio per preparare altri soccorritori, visto che con il passare del tempo e il continuo spostamento dei corsi che si svolgono ad Arezzo e nella  provincia i vecchi manichini sono usurati e consumati. Il presidente vuole inoltre ricordare come la sua associazione portatrice di tradizioni popolari, proprio per il suo radicamento sul territorio sia chiamata anche a svolgere una funzione sociale e conseguentemente ha deciso di investire in formazione e sicurezza."Un investimento importante, ha precisato Ferrini, che potrà far valere i propri effetti positivi in favore di tutti i cittadini. Dodici nuovi manichini, avranno il compito di formare nuovi soccorritori, con i quali tutti gli interessati potranno praticare le forme di massaggio cardiaco, respirazione   bocca a bocca e in futuro salvare vite" .
 

Edoardo Malvestiti

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