L'Italia non può giudicare sul risarcimento da parte della Germania alle vittime dei nazisti

Pronunciamento definitivo, caso smosso da Luigi Ferrrini di Talla

| Categoria: Attualità
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L'Italia non puo' giudicare sui casi di risarcimento da parte della Germania alle vittime dei crimini nazisti. La pronuncia, definitiva, e' arrivata dalla Sezioni Unite della Cassazione che hanno applicato, su richiesta della Germania, la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja e la relativa ratifica da parte del parlamento italiano (la legge n.5 del 2013). "Non resta a questa Corte che adeguarsi al dettato normativo e dichiarare il difetto di giurisdizione", e' scritto nella sentenza delle Sezioni Unite Civili (n.1136) firmata da Luigi Rovelli, e dal giudice relatore Angelo Spirito, con cui la Corte ha cassato la sentenza con la quale la Corte di Appello di Firenze che nel 2011 aveva condannato la Germania a risarcire con 30mila euro piu' interessi a partire dal 1945 un ex deportato, Luigi Ferrini di Talla, morto ottantaseienne lo scorso anno. Dieci anni fa proprio il caso di Ferrini aveva aperto un contenzioso internazionale, dopo che la stessa Cassazione, pronunciandosi a Sezioni Unite, aveva affermato il primato del rispetto dei diritti fondamentali della persona sulla "sovrana uguaglianza" degli stati, e da qui il principio che non puo' essere invocata un'immunita' totale dalla giurisdizione civile di un altro stato quando ci si trova di fronte a crimini internazionali. "Il principio - spiega la Cassazione - e' stato mantenuto fermo negli anni rispetto a casi analoghi posti al giudizio di questa Corte", fino alla sentenza dell'Aja, il 3 febbraio 2003, che ha accolto il ricorso della Germania contro l'Italia, dichiarando l'illegittimita' dei provvedimento giudiziari italiani. Con la sentenza di oggi la Cassazione ha anche rigettato il controricorso della famiglia di Ferrini, con il quale il quale l'avvocato Joaquim Lau - storico difensore delle vittime del nazifascimo - sollecitava, in subordine alla conferma della sentenza d'appello, il ricorso alla Corte Costituzionale affinche' fosse dichiarata l'incostituzionalita' della legge 5 del 2013 con la quale il governo Monti ha recepito la decisione dell'Aja nel nostro ordinamento. Nel corso dell'udienza, celebrata il 12 novembre scorso, anche la procura generale aveva chiesto agli ermellini di uniformarsi alla sentenza dell'Aja. La Cassazione si era gia' pronunciata sull'incompetenza del giudice italiano, un anno fa esaminando un ''regolamento preventivo di giurisdizione'' su una causa per risarcimento. Era il caso avanzato da Bruno Frasca', il cui padre tra il 27 gennaio e il 24 marzo e' stato detenuto e torturato nel carcere di via Tasso a Roma, e quindi ucciso nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. In quell'occasione la Corte aveva anche rinviato al tribunale di Roma per i risarcimenti a carico del capitano delle SS Erich Priebke

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