Si spacciava per commercialista senza esserlo, incassava dalle ditte di cui curava la contabilità i soldi relativi ai pagamenti di Irpef, Iva e Inps ma poi non li versava. Così facendo un aretino di 48 anni si era indebitamente appropriato di 16mila euro in un caso, ovvero i soldi versati da una ditta per i pagamenti dal 2007 al 2010 e 18mila euro in un altro analogo. L’uomo è comparso stamani davanti al giudice Accurso Tagano del Tribunale di Arezzo. A sostenere l’accusa di appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione il pm Bernardo Albergotti. Durante il dibattito in aula è emerso anche che il 48enne non aveva mai sostenuto l’esame di abilitazione alla professione e quindi non poteva esercitare la professione. Al termine dell’udienza il giudice ha rinviato al 18 febbraio per l’ascolto dei testimoni.

