Sono passati quattro anni da quelle maledette 3,32 del 6 aprile 2009 quando una delle più belle città d’Italia per valore storico, cadde sotto le scosse inesorabili di un terremoto che tutti avevano escluso potesse verificarsi. Un terremoto avvertito in tutto in centro Italia, Arezzo compresa, che portò morte e distruzione. Questa notte l’evento è stato ricordato con una fiaccolata 309 rintocchi in memoria delle 309 vittime. Arezzo partì subito, arrivò in Abruzzo con la protezione civile, con tanti operatori Usl, con volontari, con i vigili del fuoco impagabili come sempre nel lavoro di soccorso e di vicinanza con la gente. E partimmo anche noi riportando ad Arezzo l’impressione di una sofferenza composta, dignitosa. Trovammo affetto, ospitalità  e questo ci toccò particolarmente. Oggi fa male vedere l’Aquila ancora per terra. Fa male capire che come al solito, i giochi politici sono montati sopra alla sofferenza della gente. La distruzione de l’Aquila è purtroppo l’emblema di un paese che soffre senza ricevere nulla in cambio. Ci auguriamo davvero che non sia più così.Â
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FOTOGRAFIE BARBARA PERISSIÂ
