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Un pezzo di Arezzo per l'Africa. L'associazione "Pole Pole" aiuta le popolazioni della Tanzania e del Ciad

Il presidente Romeo Maestrini: "Effettuiamo due viaggi all'anno. Siamo tutti volontari"

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C’è un pezzo di Arezzo anche in Africa. Un cuore che ha iniziato a battere dapprima in Tanzania e da circa tre anni in Ciad. L’associazione “Pole Pole”, nata grazie all’impegno della dottoressa Annamaria Bartolomei, capostipite dei volontari da 14 anni si reca in Africa, ogni anno portano il loro contributo nel continente nero, oggi è guidata dal presidente Romeo Maestrini e può contare sull’apporto di oltre 60 soci che provengono per lo più dal mondo socio sanitario, medici , infermieri, fisioterapisti, tecnici di laboratorio, col passare del tempo si sono aggiunte persone con le più svariate competenze specialmente nel settore edilizio, muratori, idraulici, elettricisti , architetti ….. consentendo di ampliare il campo dei nostri interventi.

DODOMA . Il Villaggio della Speranza, gestito da Suor Rosaria e Padre Vincenzo è situato alla periferia di questa capitale,è un centro per bambini affetti da HIV/Aids orfani da entrambi i genitori ( circa 180 bambini ospitati in case famiglia). L' associazione collabora con il Villaggio fin dalla fondazione sostenendone nel corso degli anni vari progetti, fino alla recente costruzione della scuola secondaria. Nel gennaio del 2010 è stato  inaugurato uno degli edifici  della scuola realizzato con contributo di "Pole Pole" e dedicato alla memoria del compianto socio ed amico Dr. Vittorio Caloni. Il Villaggio è dotato inoltre di una scuola primaria, di un asilo e un dispensario dove vengono curati oltre i bambini ospitati ma anche i bambini esterni al Villaggio.

KIBAKWE (Mpwapwa). La missione è gestita da Suore della  Congregazione sorelle della Misericordia di Verona, in questa missione situata in piena savana tra popolosi e sperduti villaggi di un altopiano è di difficile accesso con piste spesso impraticabile specialmente nel periodo delle piogge.  Gestisce un asilo, un ostello per studentesse della scuola secondaria ed un ambulatorio/dispensario, oltre ad ospitare stabilmente un gruppo di ragazze con problematiche familiari e personali di vario tipo. Alla  costruzione di un deposito per granaglie e all’acquisto di un generatore di corrente, l'associazione ha costruito un nuovo asilo per 80 ragazzi con annessa mensa e dormitorio, perché quello esistente è una piccola struttura del tutto inadeguata ed insufficiente.

KIBAYGWA ( Kongwa) dove il lavoro di Padre Fabiano, frate cappuccino originario di Subbiano, gestisce una scuola secondaria ( San Pio ) per oltre 500 studenti. Nel 2009 "Pole Pole" ha finanziato e completato un ostello per 80 ragazze .
Nel 2010 è stata ultimata un analoga struttura per altrettanti ragazzi. L'associazione si è impegnata, inoltre, a sostenere economicamente gli studenti più poveri e meritevoli, mediante la costituzione di un fondo annuale per borse di studio , contributi per rette scolastiche, libri e materiale didattico.  Prima scuola della Provincia di Kongwa e la IV nella Regione di Dodoma(su 96 Scuole) mentre e' la 76  nei risultati nazionali (su 3108 scuole secondarie); e ne siamo orgogliosi.
Un problema è la corrente governativa oltre a essere molto cara ma è anche insufficiente, la maggior parte dei giorni la corrente non viene erogata, per questo Padre Fabiano ha chiesto all’Associazione l’acquisto di due generatori di corrente uno per l’ostello delle ragazze e uno per i ragazzi.

Attualmente  l'impegno dell'associazione in Tanzania è la realizzazione di una mensa dormitorio per  persone più povere.  E’ in fase di studio la realizzazione di un progetto  ambizioso,  portare l’acqua a Liomero che è un villaggio di montagna .

“Ogni anno il nostro gruppo effettua due viaggi per portare aiuti in Tanzania e in Ciad – spiega il presidente Romeo Maestrini, ci teniamo a precisare che tutti i volontari sostengono personalmente le proprie spese di viaggio e chi lavora utilizza le proprie ferie per portare aiuti in Africa”.

Il  Ciad  oggi conta poco più di 11 milioni di abitanti. “E’ un paese estremamente povero, gli abitanti si dedicano all’allevamento e all’agricoltura ma le difficoltà sono molte perché il territorio è desertico o roccioso e  molto arido e numerosi sono i periodi di siccità che creano gravi disagi.

Il Dott. Danilo Tacconi, dopo essere stato contattato dal Vescovo della regione di Doba  Monsignor  Michele Russo,ha organizzato un programma di collaborazione con l’ospedale diocesano di Bèbèdjia in termini di formazione del personale e fornitura di attrezzature mediche. L’ospedale St. Joseph conta un centinaio di posti letto, che servono a tutta la popolazione  della vastissima diocesi di Doba ed è retto da Suor Elisabetta Dr.ssa Raule, medico italiano e missionario da anni prima in Monzambico ed ora in Ciad.

Nella struttura le malattie più frequenti e causa di ricovero e spesso causa di morte sono la malnutrizione  infantile, la malaria, la tubercolosi e l’AIDS. Per far fronte all'emergenza della diffusione dell'AIDS, è stato creato all'interno dell'Ospedale un Centro per l'AIDS,(prevenzione, diagnosi e cura).

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