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Il Megafono fa sentire la sua voce anche ad Arezzo

Per parlare ai cittadini, alle categorie economiche, alle associazioni

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Il Megafono è adesso anche ad Arezzo. “Il movimento nato in Sicilia con il Presidente della Giunta Regionale Crocetta si sta radicando nei territori – ricorda Salvatore Calleri, Garante del Megafono Toscano. Stiamo organizzando la nostra presenza nelle regioni e nei comuni italiani per parlare ai cittadini, alle categorie economiche, alle associazioni. A quel mondo che formalmente è titolare di diritti e che dovrebbe essere al centro dell’attenzione delle istituzioni e della politica ma che, invece, non viene ascoltato”.

 

Calleri ha partecipato alla conferenza stampa di questa mattina alla quale sono intervenuti anche Renato Scalia, Coordinatore regionale di Megafono Toscano e Lejdi Dervishi, coordinatrice provinciale. L’assessore del Comune di Arezzo Francesco Romizi ha portato il suo saluto: “in primo luogo da cittadino che vede con soddisfazione la nascita e lo sviluppo di un movimento che ha fatto della legalità non solo una bandiera ma anche la ragione principale del suo impegno”.

 

Il lavoro che sta per essere svolto ad Arezzo è stato annunciato da Lejdi Dervishi: “cercheremo di interpretare i bisogni e le aspirazioni dei cittadini, degli imprenditori, dei liberi professionisti. Di tutti coloro che condividono le priorità che ci siamo dati. Quindi la difesa della legalità, l’impegno contro le mafie, la difesa dei diritti dei lavoratori, degli immigrati e dei soggetti più deboli della società. Un movimento che non punterà il dito contro nessuno e che lavorerà per unire e non per dividere, per creare e non per distruggere. Capace di aggregare persone diverse, anche generazionalmente, senza chiusure ideologiche e aprioristiche”.

 

Un movimento aperto, quindi, ma pronto a fare le sue scelte in campo politico: “qualora si dovesse andare al voto – ha sottolineato Calleri – Il Megafono sarà federato nel centro sinistra alle prossime elezioni politiche affinchè si possa tornare a votare non solo per dovere ma anche per piacere. Il piacere di fare la scelta giusta per il futuro del Paese”.

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