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Centrali 118, Arezzo e Siena alzano le barricate. "Declassamento inaccettabile"

I presidenti delle Province schierati contro la possibilità di poter perdere i loro centri

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Continua ad essere un tema caldo la riorganizzazione delle centrali operative del 118 e il riassetto sanitario d'area vasta da parte della Regione Toscana. E Siena e Arezzo alzano le barricate davanti all'idea di poter perdere i loro centri. "Si deve evitare di scambiare la politica della sanita' con la lotteria dei campanili che potrebbe portare a una sola centrale operativa a Firenze" ha detto il sindaco di Siena Bruno Valentini dopo che il Consiglio comunale ha approvato un documento con cui gli chiede di "agire in modo urgente presso la Regione Toscana affinche' la Centrale del 118 dell’Area Sud Est venga mantenuta a Siena". Una presa di posizione forte basata sul fatto - si legge nel documento - che "Siena rappresenta la sede geograficamente piu' adatta in quanto equidistante dai capoluoghi adiacenti" e' inoltre "sede servizi di alta specializzazione, come la cardiochirurgia e neurochirurgia assenti nei centri di Arezzo e Grosseto e sede di centrale del 118 di altissima qualita' con risultati al 91% di accreditamento regionale il piu' alto della regione Toscana". Ma se Siena chiama Arezzo risponde. "L'ipotesi di perdere la centralita' del 118 e' un declassamento inaccettabile, un ulteriore impoverimento di quei servizi necessari e fondamentali alla persona" - ha detto il presidente della Provincia Roberto Vasai. "Auspico che la Regione Toscana riveda i suoi disegni, di salvaguardare il nucleo dell'emergenza sanitaria che Arezzo e Provincia hanno diritto e si meritano di avere, sia per dimensioni territoriali ma anche per criteri oggettivi legati al numero della popolazione". "Si taglia o si aggiusta il tiro di un servizio che non funziona, - ha concluso Vasai - si migliora, ma qui siamo di fronte ad un servizio di qualita' con una efficiente organizzazione, e toglierlo sarebbe ancora una volta minacciare e sacrificare Arezzo".

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