“Gli ho chiesto di sedersi o comunque di lasciare libera la visuale alla mia destra. Dato che aveva l'abitudine di mettersi praticamente al mio fianco, una posizione non sicura. Il posto di guida è stato probabilmente pensato per gli uomini e se una persona mi rimane vicina, finisce per bloccami la visuale. L’ho invitato con gentilezza, senza alzare assolutamente la voce, ma la sua risposta è stata aspra e volgare. Il tono offensivo. Comunque si è spostatato più indietro e pensavo fosse finita li, ma così non è stato anzi per me è iniziato un vero e proprio incubo”. Era il luglio 2012 e da allora per Laura Padelli, autista Tiemme di 43 anni, di cui 10 passati alla guida dei mezzi pubblici di Arezzo, è comininciato un vero e proprio inferno. Già ieri avevamo anticipato la storia della giovane conducente presa di mira da un passeggero che oltre a farle subire un anno di vessazioni è arrivato anche ad aggredirla, oggi la ascoltiamo dalle sue parole che cosa ha vissuto, e con che cosa è costretta a fare i conti anche oggi.
“Il giorno dopo l’ho incontrato al bar della stazione dove stavo facendo colazione prima di prendere servizio. Mi ha guardato, mi ha ripetuto le frasi e le parole del giorno prima. Mi ha minacciato. Una vera e proprio aggressione verbale tanto che la barista lo ha invitato a smettere e ad uscire dal locale. Lui non si è fermato e mi ha “sfidato” ad andare fuori. Gli ho risposto che sarei uscita e che avrei telefonato ai dirigenti dell’azienda. Quando ho preso il cellulare si è allontanato”. Un passo indietro, non una fuga. Ventiquattro ore dopo, sul marciapiede del terminal della stazione, ancora offese. “Ho provato non solo paura ma anche vergogna. Mi sono chiesto cosa avrebbero pensato le persone vicino a noi, quelle che poi sarebbero salite sul bus che avrei guidato”.
Quindi ancora mesi di offese e minacce. “Era evidente che fosse un soggetto particolare e a disagio. Andavo avanti nella speranza che prima o poi la smettesse”. Poi la situazione è precipitata “Lo scorso 8 agosto ero alla guida della 1D. Mi sono fermata in piazza Guido Monaco dove è sceso anche il controllore dell’azienda. Lui era seduto. Stavo per ripartire quando riprendono offese e minacce. Il controllore era ancora sul marciapiedi e quindi scendo per chiedere il suo intervento. Il collega sale sul mezzo e lo invita a scendere. La sua risposta è solo quella di rendere ancora più pesanti e gravi le offese nei miei confronti. Entrambi gli chiediamo di abbandonare il bus e a quel punto alza la mano e prova a colpirmi. Il pugno viene parzialmente deviato dal mio collega. Vedo una pattuglia della Polizia Municipale e chiedo il suo intervento”.
Laura Padelli viene subito sostituita alla guida ed accompagnata dal collega negli uffici della Tiemme. Mentre parla con il responsabile del servizio, l’uomo si presenta alla portineria dell’azienda in via Guido Monaco e al dipendente in servizio comunica che non ha ancora finito di picchiare l’autista. “Da allora lascia “messaggi” ai miei colleghi autisti, non sale più, come prima, solo sulla 1D o 1S ma su molte altre linee. Mi cerca, sale sul bus e rimane in silenzio. Ammetto che ho ansia e paura. Non posso certo impedirgli di salute sull’autobus e nemmeno posso fronteggiarlo, ma sa dove vivo, che posti frequento”.
Da qui la decisione di denunciarlo. Con il pieno sostegno dell’azienda Tiemme e del sindacato Filt e dell’intera Cgil. “L’azienda mi è stata vicina fin dal primo momento ed è il suo avvocato che sta preparando tutti gli atti per la denuncia”. Intanto però non esistono limitazioni che tengano lontano l'uomo dalla sua vittima, come ha già spiegato Laura infatti lui continua a salire anche sugli autobus in cui è lei alla guida "E' come una bomba pronta ad esplodere, non so mai come potrebbe reagire. La mattina in cui mi ha aggredito era tranquillo, poi all'improvviso è bastato un attimo perchè la situazione precipitasse"
Solidarietà anche dal sindacato. Alla conferenza stampa di questa mattina hanno preso parte i vertici della Camera del Lavoro, della Filt Cgil e del Coordinamento donne Filt provinciale e regionale. Commento unanime di Alessandro Mugnai, Massimo Lanucci, Laura Bottai, Stefania Lombardi e Luisa Spadoni: “Laura chiede semplicemente il rispetto delle norme e la possibilità di poter lavorare in tranquillità, senza essere offesa o aggredita in autobus e per strada. La Tiemme ha fatto tutto quello che poteva fare in maniera rapida ed esemplare. Siamo di fronte ad un caso conclamato di stalking: sollecitiamo l’intervento delle autorità competenti. E necessario garantire maggiore sicurezza a chi svolge questo tipo di lavoro, e soprattutto alle donne, che nella linea locale saranno una quindicina”.
Purtroppo come avviene spesso Laura aveva sottovalutato il pericolo "Credevo che si limitasse alle minacce, non volevo denunciarlo o andare oltre perchè non avrei mai pensato che potesse accadere qualcosa di più grave o a me. Arezzo in fondo è ancora una città tranquilla".

