Era accusato di atti persecutori, danneggiamenti, minacce e ingiurie, 46enne aretino condannato a due anni dal Tribunale di Arezzo. L'uomo, dall'ottobre del 2010 all'aprile dell'anno successivo aveva fatto esplodere con ordigni da lui fabbricati cancelli, cassette della posta private, marmitte di auto ed altro. Durante il processo, che ha visto impegnato il pm Francesco Bianchi a sostenere le accuse, si sono costituiti parte civile i vicini di casa e l'ex datore di lavoro, titolare di un bar alle porte di Arezzo, tutti obiettivi degli scoppi pericolosi. Il perito che è stato ascoltato in aula ha parlato di personalità paranoica con riduzione di capacità di intendere e di volere, il giudice lo ha condannato a due anni di reclusione

