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Deportato in Germania, gli eredi portano avanti la battaglia

Domani udienza in Cassazione

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Udienza, domani, davanti alle sezioni unite della Cassazione, per la richiesta di risarcimento dei danni subiti da un ex deportato in un campo di concentramento della Germania nazista. Ma quell'ex internato, Luigi Ferrini, di Talla (Arezzo), che aveva iniziato la sua battaglia legale 15 anni fa, nel 1998, non c'e' piu'. E' morto l'anno scorso, a 86 anni, sei settimane dopo la sentenza della Corte di giustizia internazionale che ha riaffermato il principio dell'immunita' giurisdizionale della Germania per gli indennizzi a chi fu deportato. Lo rende noto il legale storico di Ferrini, l'avvocato Joaquim Lau, ora difensore degli eredi subentrati nella causa che approda domani in Cassazione dopo il ricorso della Germania contro la sentenza della corte d'appello di Firenze del 2011. I giudici fiorentini due anni fa avevano dato ragione a Ferrini, condannando la Repubblica tedesca a un risarcimento di 30.000 euro, oltre agli interessi da conteggiare dal 1945. A questo punto, per Lau, l'unica strada per 'ottenere giustizia'' e' che la Cassazione sollevi una questione di legittimita' costituzionale. Questo perche' ''il governo Monti ha emanato la legge 5 del 2013 che trasforma il verdetto internazionale in diritto italiano. La nuova legge ha un difetto costituzionale, giuridico impeccabile: cancella il diritto ad un giusto processo anche li' dove lo Stato estero, la Germania nell'accordo di Londra sui debiti del Reich del 1953, ratificato in Italia nel 1966, ha esplicitamente acconsentito al cittadino italiano di chiedere il danno dinanzi al giudice nazionale''. (ANSA).

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