L'asfalto appena ri(s)fatto della SP44 della Catona

L'opinione de' Botoli

| di Cristina Bigazzi
| Categoria: Cronaca
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Le immagini e il video di corredo all'articolo li abbiamo effettuati personalmente questa mattina dopo aver ricevuto la segnalazione (n.d.r.)

Vorrei invitare i nostri governanti cittadini a fare una breve passeggiata nei dintorni di casa mia, e vorrei che una volta tanto guardassero di persona il risultato degli ordini che loro dall'alto del loro scranno emanano. Per la verità dovrebbero farlo senza invito, ogni singola volta che firmano un ordine. Muovere il loro augusto didietro e fare un salto, questione di pochi minuti, per verificare come il lavoro viene svolto; quel lavoro che noi paghiamo con le nostre tasse, esattamente come paghiamo loro, i governanti, perché governino con un minimo di raziocinio e di scrupolo.

La questione è questa: in settimana passata è stato rifatto l'asfalto in alcune parti della Strada Provinciale della Catona: zona Tregozzano. Era esattamente mercoledì 20. Non sto qui a disquisire, perché non sono un'esperta, se fosse opportuno rifare l'asfalto in giorni di pioggia, peraltro abbondantemente previsti dal servizio meteorologico e perciò non arrivati tra il capo e il collo. Ma certo disquisisco sul fatto che fosse o meno opportuno porre l'asfalto direttamente sull'erba delle prode. Credetemi, l'erba è sotto l'asfalto, e mi domando, ma anche mi rispondo subito, quale potrà mai essere la tenuta dell'asfalto stesso. Camminarci sopra da' la sensazione di camminare sulla gommapiuma, e si sta già sfaldando. Per la verità ha cominciato subito a sfaldarsi, già fin da quando erano lì gli addetti. I quali hanno tolto di mezzo i pezzi di manto stradale che si distaccavano ed hanno colmato le falle, tanto erano ancora lì con i macchinari! Solo che per non lasciare in disordine i pezzi li hanno volati disinvoltamente, con le loro pale, nel fosso. Perché, come si sa, i fossi non servono a un emerito nulla se vengono lasciati, come sono, pieni di erbacce o, peggio, con arbusti alti più di una persona. Arbusti non sono cresciuti in un giorno, e neppure in una settimana o in un mese, per cui se nessuno in tanto tempo li ha tolti di mezzo vuol dire che ci devono stare, che sono perfino decorativi!  E allora tanto vale buttarci anche dell'altro.
O forse, e questa mi sembra l'ipotesi più convincente, vuol dire che i nostri governanti non sono minimamente interessati al risultato vero dell'amministrazione del patrimonio pubblico, ma solo alla gloria di poter dire: "ho dato l'ordine di fare l'asfalto, ma come sono bravo; pago la ditta che ha fatto un lavoro pessimo, ma che mi importa, tanto mica pago con denari miei".

Scommetto che se fanno cambiare le mattonelle in una stanza di casa loro stanno lì di guardia col fucile spianato, perché il lavoro venga fatto come si deve!
 

Cristina Bigazzi

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