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Carretta del ferro sequestrata, il conducente prima tenta la fuga poi prende a testate un palo. Denunciato

Operazione della Forestale e dei carabinieri. Questi mezzi arrivano a guadagnare 9mila euro al mese esentasse

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Ieri il Nos di Arezzo del Corpo Forestale nell’ambito dell’operazione “Vesper” per il contrasto al traffico illecito dei rifiuti, durante un servizio di polizia stradale a Bucine, ha intercettato un furgone in transito che, alla vista della pattuglia, ha invertito la marcia andando in un tratto fiancheggiato da case all’interno del centro abitato. Una volta arrivato il conducente, un marocchino, ha abbandonato il veicolo tentando di nascondersi fra le case, ma è stato raggiunto dagli agenti del Nos che lo hanno subito riconosciuto per essere già noto alle forze dell’ordine  proprio per fatti, recentissimi, legati al traffico illecito di rifiuti commessi proprio nel Valdarno aretino non più tardi di qualche giorno fa.
Alla vista dei forestali e trovatosi di fronte alla richiesta di aprire il vano merci del proprio furgone,  l’uomo non ne ha voluto sapere iniziando a lanciarsi di testa contro il proprio veicolo e contro un palo della segnaletica stradale spogliandosi e rotolandosi a terra. Temendo che la situazione potesse ulteriormente degenerare il Nos ha chiesto l’ausilio dei carabinieri di Bucine che, giunti tempestivamente sul posto, hanno riportato la situazione sotto controllo
All’interno del furgone sono stati trovati rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi  costituiti da grondaie di rame, matalli misti intrisi d’olio, apparecchiature elettriche ed elettroniche, fornelli da cucina, caldaie e altro materiale in metalli misti.
Il carico risultava sprovvisto di qualsiasi documento che ne attestasse la loro tracciabilità e l’uomo non sapeva dimostrare la provenienza e la riconducibilità di quel materiale. Forestale e Carabinieri procedevano quindi ad ulteriori verifiche attraverso le quali è stato accertato che il Marocchino, titolare di una ditta edile, era autorizzato dall’albo gestori ambientali a trasportare solo rifiuti non pericolosi in conto proprio provenienti dalla propria attività edile, mentre nel caso di specie non solo non era autorizzato a trasportare in conto terzi, ma quei rifiuti che effettivamente si trovavano a bordo del proprio furgone non erano nell’elenco di quelli espressamente autorizzati. Inoltre non vi era alcuna riconducibilità degli stessi ad alcuno dei cantieri del marocchino.
Per questo, il carico veniva immediatamente sottoposto a sequestro e l’uomo nuovamente denunciato per gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Adesso rischia l’arresto fino a 2 anni, la confisca del veicolo e una multa fino a 26mila euro.
Da accertamenti, inoltre, è emerso che il veicolo circolava con un fermo fiscale di Equitalia. Per questo gli è stata contestata una sanzione al C.d.S. di oltre 700 euro.
La settimana scorso l’uomo si era già visto portare via due autocarri dal Corpo Forestale perché sorpreso nel centro di Montevarchi a trasportare rifiuti ferrosi senza alcuna autorizzazione, peraltro con veicoli anche questa volta sospesi dalla circolazione.
Il mercato illecito dei rifiuti ferrosi, alimenta furti di rame, depredazione delle case in costruzione e furti di varia natura  laddove si trovi materiale metallico incustodito in quanto profumatamente pagato dai centri di raccolta. Basti pensare che una “carretta del ferro” può arrivare a guadagnare fino a 9mila euro netti al mese esentasse.

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