“L’agricoltura – dichiara la Sen. Donella Mattesini - è parte fondamentale della nostra economia, della nostra storia, del nostro presente e anche del nostro futuro: sono tanti gli uomini, le donne, i giovani, che hanno investito la propria professionalità e i propri capitali in questo settore, scommettendo anche sulla Green economy e facendo in molti casi grande il nostro Paese, esportando in tutto il mondo marchi di assoluta eccellenza che tutti ci invidiano e tanti cercano di imitare e taroccare”. La Toscana e il nostro territorio aretino in particolare, possono vantare ben 21 prodotti certificati e tutelati, altri in fase di approvazione; la nostra ricchezza di qualità agroalimentare è immensa, con 465 prodotti alimentari tradizionali censiti negli elenchi del Ministero delle politiche agricole: “si tratta – continua Mattesini - di un diffuso patrimonio culturale di sapori, mestieri, conoscenze e tradizioni, da salvaguardare con ogni mezzo e da ogni tentativo di contraffazione”. L’agroalimentare Made in Italy rappresenta oltre il 17 per cento del prodotto interno lordo, di cui oltre 53 miliardi di euro provengono dal settore agricolo; il successo dell'agroalimentare italiano nel mondo e l'accreditamento attribuito al marchio "Italia" non conoscono arretramenti, come dimostra la crescita costante dell'export, ma anche la diffusione dei fenomeni di imitazione e pirateria commerciale; in agricoltura sono presenti circa 820.000 imprese, vale a dire il 15 per cento del totale di quelle attive in Italia. Per la Senatrice Mattesini “L'usurpazione del marchio made in Italy minaccia la solidità e provoca gravi danni alle imprese agricole insediate sul territorio, violando il diritto dei consumatori ad alimenti sicuri, di qualità e di origine certa; il Made in Italy taroccato è una minaccia per la nostra produzione, per i consumatori, per migliaia di posti di lavoro. D’altronde, è necessario continuare a puntare sulla qualità, sull’eccellenza e dobbiamo difendere questo patrimonio in ogni modo. E’ per questo che ritengo la protesta di Coldiretti non tanto e non solo in difesa esclusiva di una categoria, ma più in generale a protezione del Made in Italy e quindi baluardo degli interessi generali del Paese e di territori, come il nostro, aretino e toscano, che possono vantare parametri elevatissimi di qualità, identità territoriale, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente. Pertanto, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, chiediamo quali iniziative intenda adottare per un potenziamento del sistema di controllo; quali direttive il Ministro intenda emanare alle autorità di controllo per applicare la definizione precisa dell'effettiva origine degli alimenti, l'attuazione dell'obbligo di indicazione del Paese d'origine, la definizione dei criteri di sostegno finanziario alle imprese che si apprestano ad esportare il loro prodotto valorizzando adeguatamente la materia prima la filiera tutta italiana; non solo, chiediamo quali iniziative intenda adottare, o abbia già adottato, al fine di rendere noti i riferimenti delle società eventualmente coinvolte in pratiche commerciali ingannevoli, fraudolente, o scorrette finalizzate ad immettere sui mercati finti prodotti Made in Italy ed i dati dei traffici illeciti accettati; chiediamo la piena attuazione dell'articolo 62 del decreto-legge 24 gennaio 2012, nella parte in cui vieta pratiche commerciali sleali che possano determinare il riconoscimento di prezzi palesemente inferiori ai costi di produzione medi da loro sostenuti; quali azioni intenda promuovere, con specifico riferimento al commercio delle carni suine, al fine di contrastare pratiche commerciali sleali ai danni degli allevatori, in violazione della disciplina di cui all'art.62 ed al relativo regolamento di attuazione; infine, quale piano straordinario in import/export, vista la domanda crescente sui mercati esteri dei prodotti agroalimentari italiani, intenda promuovere al fine di garantire autenticità delle produzioni italiane e salvaguardare la redditività delle imprese produttrici”.

