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Si dimette il segretario della Lega Nord di Arezzo. Cade il direttivo comunale. LE REAZIONI

Peracchio: "Politiche deleterie per la Toscana"

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Il segretario comunale del Carroccio Massimo Peracchio ha deciso di dimettersi e motiva così la sua scelta: «La Lega Nord? Non ha più un progetto concreto per la Toscana e, al contrario, porta avanti politiche che penalizzano la nostra terra. La nostra regione è considerata soltanto alla stregua di un serbatoio di voti per eleggere qualche esponente in più al Nord. Questo è inaccettabile ed è dimostrato dal fatto che la Toscana sia considerata la Cenerentola della Lega Nord e dal fatto che non ci sia un progetto concreto per lo sviluppo della nostra regione. Addirittura, con la balla del 75% di tasse da trattenere sul territorio, si chiede ai cittadini toscani di rinunciare annualmente a 5 miliardi di euro di risorse. La Toscana, infatti, riceve in servizi già quasi l´85% delle tasse che versa. Questo è inaccettabile.
Inoltre, sono rimasto molto perplesso dalle candidature leghiste per il Parlamento in Toscana. Alla Camera è stato scelto come capolista un padovano, seppur trapiantato a Pistoia da qualche anno, Manuel Vescovi, mentre come capolista al Senato c´è addirittura un lombardo non appartenente alla Lega Nord: l´onorevole Giulio Tremonti. Tra l´altro, non dimentichiamoci che il capolista al Senato è stato colui che ha dato maggiori poteri a Equitalia che adesso la Lega Nord vorrebbe ridurre. Dove sta la coerenza? Inoltre, si parlava tanto di "militanti diamanti", ma mi sono accorto che questo è soltanto uno slogan. I vertici della Lega Nord Toscana si sono dimenticati, per esempio, della battaglia intrapresa a Castiglion Fiorentino per il Comune, abbandonando di fatto i militanti del Carroccio della zona al loro destino.
Non mi sento più di condividere il progetto di una Lega che qui non è stata amministrata anche per queste Elezioni Politiche da toscani, bensì da un commissario mantovano. Per questi motivi, ho deciso di dimettermi dalla carica di segretario comunale di Arezzo facendo cadere anche il direttivo».

LE REAZIONI

 

«Capiamo benissimo il malessere di Massimo Peracchio. Le motivazioni delle sue dimissioni da segretario non fanno una piega. Non ci stupiremmo se la Lega Nord adesso decidesse di cacciarlo dal partito per l'assenza di confronto democratico che si respira al suo interno». A parlare sono i consiglieri regionali di Più Toscana, Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri, che a ottobre sono stati cancellati dal libro soci della Lega Nord per aver portato la toscanità al centro della questione politica leghista nella nostra regione. «I punti per il quale Peracchio ha deciso di rassegnare le dimissioni dalla guida del partito ad Arezzo - proseguono gli esponenti di Più Toscana - sono gli stessi che ci hanno spinto a fondare Più Toscana. La Lega Nord sta portando avanti politiche nella nostra regione che vanno a discapito della Toscana per favorire soprattutto il LombardoVeneto. Infatti, con il concetto del 75% di tasse da trattenere sul territorio stanno chiedendo a noi toscani di rinunciare a 5 miliardi di euro in servizi, visto che già riceviamo l'84,66% di quello che versiamo, per darli a Lombardia, Veneto e, in minima parte, Emilia Romagna». Per Gambetta Vianna e Lazzeri, «la Lega ha tradito la Toscana ed i toscani. Qualche volta - concludono - sembra che siano i soldati a tradire chi porta la bandiera, ma in realtà a volte chi tradisce è chi proprio porta la bandiera stessa».

Appresa la notizia delle dimissioni di Massimo Peracchio dalla segreteria comunale della Lega Nord Arezzo, Claudio Morganti, europarlamentare indipendente dell'Eld attualmente sospeso della Lega Nord perché troppo presente sulla stampa e critico sulle nuove strategie politiche del Carroccio, dichiara: «capisco e condivido il malumore espresso dall'amico Massimo Peracchio, con cui ho condiviso tante battaglie e al quale auguro un in bocca al lupo per il suo futuro politico. Purtroppo, il malessere messo in evidenza dall'ormai ex segretario leghista è condivisibile dalla stragrande maggioranza dei militanti del Carroccio e dagli elettori che, in passato, avevano deciso di dare il proprio voto alla Lega Nord. Ad oggi, la nuova dirigenza si è chiusa a riccio dietro lo slogan "Prima il Nord", mettendosi in trincea soprattutto nelle regioni del Nord, in primis la Lombardia, e rilegando la Toscana ad una mera colonia di Milano. Mi auguro che dopo i risultati elettorali, che inevitabilmente in Toscana saranno disastrosi, ci sia un ripensamento sulle strategia politica territoriale».

 

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