La nuova sfida di Nicchi: "Il mio futuro è all'estero. In Italia il pugilato è scaduto" L'INTERVISTA

Adriano è volato a Barcellona dove sabato affronterà lo spagnolo Roche

| di Andrea Lorentini
| Categoria: Sport
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Nicchi pugile

Nella valigia per Barcellona, oltre ai guantoni, ha messo dentro un pieno d’entusiasmo. Adriano Nicchi torna sul ring in un contesto internazionale a nove mesi dall’assalto, sfortunato, al titolo Europeo.  Sabato sera, nella suggestiva cornice del “Palau Olimpic” di Barcellona affronterà il 31enne spagnolo  Javier Garcia Roche (13-2-1) che nel suo ultimo incontro, disputato nel mese di marzo, è stato battuto per kot alla quinta ripresa da Ivan Sanchez per il titolo nazionale della categoria.
Oggi Nicchi è un pugile che ha raggiunto la maturità tecnica e mentale. A 33 anni ha bene in testa ciò che vuole. La sconfitta di Montecarlo contro Rabchenko gli è servita da lezione.  In testa ha un solo obiettivo: tornare a giocarsi una chance europea.
Adriano, ti sentiamo bello carico.
“Lo sono. Non vedo l’ora che arrivi il giorno del match. Mi sono preparato bene. Sono stato in ritiro qualche giorno a Torre Annunziata dove mi sono allenato con i maestri Biagio e Lucio Zurlo e insieme alle ragazze Gloria Mazzeschi e Daniela Salio. La Campania è la mia seconda casa. Quella palestra il posto ideale per preparare un incontro”.
Perché hai scelto di combattere all’estero?
“Perché in Italia, purtroppo, il livello della boxe è scaduto.  Se voglio crescere devo confrontarsi con avversari all’altezza in contesti importanti. Il nostro paese non offre il meglio. Io l’ho capito a Montecarlo”
Cioè?
“Ero campione italiano. Eppure venivo considerato alla stregua di un collaudatore qualunque. Di quelli che vengono in Italia per prendere qualche cazzotto e un po’ soldi. Questa è l’idea che hanno di noi all’estero”.
Non combatterai più in Italia?
“Non penso che combatterò più in Italia. Almeno questa è la mia idea. Poi se ci saranno delle opportunità valide le prenderò in considerazione, ma vedendo come vanno le cose lo escluderei”
Cosa non ti piace della boxe nostrana?
“In tanti si svendono per un titolo. Magari ti trovi sul ring gente di bassa classifica con poca esperienza.  Una cintura in Italia ha poco valore. E’ molto più utile disputare un match a livello internazionale. Senza dimenticare l’aspetto economico. All’estero pagano meglio. Ma, voglio, precisare che per me non è solo una questione di soldi…”
Prego
“Sono un atleta e come tale vivo di emozioni. Quando salgo sul quadrato voglio sentire l’adrenalina. Se devo combattere contro avversari poco stimolanti, allora preferisco non farlo”.
A proposito di adrenalina, sabato combatterai nella tana di Roche. Avrai quasi 15mila spagnoli contro.
“Una buona parte farà il tifo per me. Ho ricevuto alcune mail dalla Spagna nei giorni scorsi. Gente che si augura che io vinca. Roche non è troppo amato in patria. Sono contento di combattere a Barcellona. Una città bellissima che adoro”
Che tipo è il tuo prossimo avversario?
“E’ uno cattivo. In tutti i sensi. Prevedo scintille fin dalla conferenza stampa. Sarà un match duro. Lui non molla mai. Viene avanti come un toro”
Come pensi di batterlo?
“Facendo la mia boxe. Cercando di non farmi coinvolgere nel clima da corrida che cercherà di creare”
Avrai anche un buon numero di tifosi al seguito
“Almeno una ventina. Mi fa davvero piacere. Spero di regalare loro una bella serata"

Andrea Lorentini

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