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Nocentini non si pone limiti: "Vorrei correre fino a 40 anni". Per il 2013 prenota le classiche, il Tour e il mondiale

A 35 anni sta per cominciare la settima stagione con la maglia dell'Ag2r: "All'estero c'è più tranquillità". Prima di smettere vorrebbe vincere la Sanremo o la Liegi-Bastogne-Liegi

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Trentacinque anni e non sentirli. Sarà per quella faccia da eterno “cittino”, sarà perché nell’ultima stagione è andato più forte di tanti ventenni. Chiamarlo veterano fa un certo effetto. Rinaldo Nocentini si proietta verso il nuovo anno con l’entusiasmo e le motivazioni di un ragazzino. Nel 2012 ha conquistato molti piazzamenti di prestigio e disputato un mondiale da protagonista, nel 2013 l’obiettivo è confermarsi sugli stessi livelli. La prossima sarà la settima stagione consecutiva con la maglia dell’Ag2r-La Mondiale. In Francia il Noce è ormai un beniamino: i nove giorni in maglia gialla al Tour del 2009 gli hanno fatto guadagnare il rispetto dei francesi. L’abbiamo intercettato alla vigilia della partenza per la Spagna dove da oggi sosterrà il secondo raduno di una decina di giorni nei pressi di Valencia.
Rinaldo, cosa significa correre per tanto tempo per la stessa squadra?
“Vuol dire che loro sono contenti di me e io mi trovo bene con il team. In Ag2r ho trovato l’ambiente giusto”.
Che differenza c’è rispetto ad una formazione italiana?
“All’estero c’è più tranquillità”.
Ti rivedremo in un team italiano?
“Mai dire mai. Però il prossimo sarà il settimo anno con i francesi e ho il contratto anche per il 2014.  Allora avrò 37 anni".
Hai deciso quando smetterai?
“Il limite prima o poi lo devi fissare. Oggi si può arrivare fino a 40-41 anni. Ci sono esempi come Voigt e Horner che a quell’età sono ancora sulla breccia. Per il momento non mi sono dato scadenze. Il ciclismo mi piace, la passione per questo sport è intatta e, poi, fino a che arrivano i risultati vado avanti”
Anche tu fino a 40 anni?
“Perchè no.  Vorrei provare ad arrivarci”
Nella passata stagione è mancata la vittoria, ma hai conquistato la maglia azzurra. Nel 2013 il mondiale è in casa,  a Firenze. Baratteresti il ritorno al successo con la convocazione in nazionale?
“La vittoria, è vero, manca da un po’ di tempo, però il mondiale a Firenze è speciale. Non baratterei un successo con la maglia azzurra”.
Il ct Bettini ha grande fiducia in te. Come ti senti a far da chioccia ad una nazionale molto giovane?
“Significa che il fisico ancora regge e che l’età conta poco. Ci sono corridori oltre i trenta che mettono dietro 25enni.”
Definito il programma per il 2013?
“Nella prima parte Tirreno-Adriatico, Sanremo, Giro dei Paesi Baschi, poi le classiche Liegi, Freccia e Amstel. Staccherò a maggio e ripartirò con il campionato italiano. L’obiettivo principale sarà il Tour de France dove proverò a vincere una tappa.”
Con la Grande Boucle hai un legame particolare.
“I giorni in maglia gialla non si dimenticano. Ci sono tornato nel 2010, ma non ero al meglio perché reduce dal gravissimo infortunio alla gamba (frattura di tibia, perone e malleolo a fine 2009, ndr) Ci tengo a disputare un bel Tour”.
E poi c’è il mondiale-
“Parlerò con Bettini e cercherò di meritare la convocazione"..
Prima di appendere la bici al chiodo, qual’è la corsa che vorresti di vincere?
“Da italiano la Milano-Sanremo anche se è un obiettivo difficile perché non ho le caratteristiche adatte. Allora se devo essere più realista dico la Liegi-Bastogne-Liegi”

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