Vittorio Angini e Dario Polvani selezionati per la mostra Tuscan art on tour

I due artisti aretini nel gruppo che promuoverà l’arte toscana negli Stati Uniti a febbraio

| Categoria: Arte
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Toscana e America tornano a incontrarsi nel segno dell’arte, e lo fanno nell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti. Sotto l’egida della Bottega Art Gallery di Castellina in Chianti (Si), da anni impegnata nella valorizzazione in tutto il mondo degli artisti contemporanei che operano nella regione, si svolgerà infatti la mostra Tuscan art on tour.
Il Talbott Hotel di Chicago nell’Illinois (8 e 9 febbraio) e il North Shore Golf Club di Menasha, nel Wisconsin (15 e 16 febbraio) ospiteranno circa cento opere di tredici pittori selezionati, tra i quali figurano anche gli aretini Vittorio Angini e Dario Polvani.

Differenti nel loro approccio alla pittura ma accomunati da un’amicizia di lunga data, i due autori hanno portato avanti con passione i loro percorsi artistici, raggiungendo nel tempo esiti riconoscibili e apprezzati.
La pittura di Vittorio Angini è partita dall’impressionismo e negli anni ha attraversato varie fasi, sempre nel segno della ricerca, dove si sono intravisti anche echi di futurismo e cubismo. L’ultimo periodo è connotato da esplosioni di colore, all’apparenza distribuiti con improvvisi tocchi gestuali, ma che nel loro ritmo vibrante sono viceversa figli di un’esecuzione ponderata e organizzata.
Nell’arte di Angini, carica di spiritualità e figlia di una profonda osservazione, le figure viaggiano verso l’astrazione ma non si disperdono mai del tutto. L’artista trasfigura ciò che osserva, va oltre le umane percezioni, penetra la realtà, come gli suggerisce anche il pensiero di Cézanne, da sempre sua fonte di ispirazione.  
Equilibrio e intima dolcezza sono invece i tratti distintivi dell’arte di Dario Polvani. Il suo stile figurativo si caratterizza per un uso personalizzato del colore e per la presenza costante di una velatura – già definita “nebbia polvaniana” – utile a ottenere particolari effetti luministici e trasmettere un senso di onirico dissolvimento.
Spesso i paesaggi dell’artista evocano con nostalgia i bei tempi andati. Sinuose figure umane, che rasentano la metafisica, si muovono in maniera armonica nell’ambiente, ma non ne diventano mai i soggetti principali, poiché con esso e con tutti gli altri elementi si accordano con garbo misurato.

I due aretini, che arrivano all’appuntamento d’oltreoceano dopo essere stati selezionati tra una settantina di pittori, si inseriscono dunque nel gruppo di alfieri dell’arte toscana nella mostra americana, tappa importante per le loro carriere ma potenziale volano in ottica turistica per la promozione di tutto il territorio.


Vittorio Angini è nato ad Arezzo, dove vive e lavora all’interno dell’ex Ospizio Francescano in località Bagnaia. Dopo aver frequentato la scuola di Oreficeria e Gioielleria della UnoAErre, opera come designer per la prestigiosa azienda orafa, sviluppando capacità artistiche raffinate che gli consentono di collaborare anche con la Zecca Privata di Roma.
Parallelamente porta avanti il percorso pittorico, partendo dalla tecnica en plein air per passare nel tempo fasi diverse, sempre contrassegnate da un linguaggio distinguibile. Nel 2007 incontra José Van Roy Dalì, figlio del grande pittore surrealista Salvador Dalì, che lo seleziona per la Quadriennale d’Arte Contemporanea “Leonardo da Vinci” nel complesso del Vittoriano a Roma e lo invita a far parte del suo neonato gruppo.
Opere di Angini si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

Dario Polvani è nato ad Arezzo, dove vive e lavora nella frazione di San Marco Villalba. Da autodidatta si avvicina all’arte raffigurando la natura dal vero. Negli anni Settanta incontra il pittore Giacomo Bassis, figura fondamentale per la sua crescita artistica.
Attratto nei primi anni di carriera dai paesaggi del periodo “populista” di Ottone Rosai, in seguito Polvani si avvicina al realismo lirico di Franco Villoresi – con le sue periferie e scorci cittadini – che gli suggerisce nuove visioni e lo porta verso la definizione di un linguaggio proprio.
Nella sua carriera Polvani ha esposto con personali e collettive e vinto numerosi concorsi. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private e in alcune chiese toscane e umbre.

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