I ragazzi della casa di Don Bosco protagonisti di un film

"Cinema e vissuto personale" è la nuova pellicola di Pablo Revello. La prima domenica a Villa Severi

| di Osvaldo Tavarnesi
| Categoria: Attualità
STAMPA

Una bella sorpresa di Natale, fatta da quel giovane talentuoso ed innovativo regista a nome Pablo Revello, che ha appena finito di girare il nuovo film: "Cinema e vissuto personale". Non è certo un "Film panettone", non avrà il battage pubblicitario dei registi consolidati, perché la sua è un'opera che nasce dal "basso" dove gli interpreti principali, ancora una volta saranno i ragazzi,  questa volta, quelli della Casa Don Bosco di Arezzo. Gli ultimi suoi lavori di questo regista "naif", come lo abbiamo chiamato nel nostro ultimo "incontro", sono stati "I Promessi Sposi" e "Spari nel Paese Deserto" girati a Lucignano e sempre con gli attori in "erba" scelti nelle scuole medie inferiori di Lucignano e possiamo affermare che Pablo è riuscito, con grande efficacia e sapiente regia a coinvolgere appieno questi ragazzi rendendoli partecipi e protagonisti nella loro naturalezza. In questo suo ultimo film Il regista ha voluto "toccare" un argomento molto attuale e decisamente difficile, quello della migrazione, del perché e dell'accoglienza ricevuta in Italia. "Un progetto, ci tiene a sottolineare Pablo, per diffondere il cinema come strumento per la conoscenza di se stessi e come punto di partenza per narrare il vissuto personale davanti alla macchina da presa, svolto con i ragazzi della Comunità Educativa Casa Don Bosco di Arezzo". Nel film, vengono riportati spezzoni di pellicole tratte dai famosi: "Stand By Me" e "Bella onesta emigrato in Australia sposerebbe........" dei grandi Alberto Sordi e Claudia Cardinale. Ad ogni "stop" di questi film cult, i ragazzi interpretano se stessi, raccontando il proprio vissuto ed i tanti disagi passati per arrivare in Italia. A coordinare il tutto c'è stata l'importante partecipazione attiva della Psicologa dott.ssa Simona Bartolini che fa parte dell'Associazione Astrolabio di Sinalunga (SI). Questa Casa Famiglia che accoglie diversi ragazzi provenienti principalmente dai Paesi dell'Est Europa, dove hanno conosciuto gli orrori della guerra, la fuga e le tante tribolazioni prima di arrivare in Italia ed accorgersi che anche qui non c'era "l'Eldorado", ma, pur sempre, Associazioni come questa Casa Don Bosco- Ass.ne Migrantes Onlus di Arezzo che fanno dell'Accoglienza, nel suo più intenso e puro della parola, il proprio principio. Abbiamo voluto intervistare alcuni di questi ragazzi che hanno partecipato ad interpretare "loro stessi" e dopo qualche secondo di indecisione ci hanno svelato:" è stato difficile ripercorrere quel brutto periodo della nostra vita, ma eravamo consci che era giusto che anche la nostra voce portasse la testimonianza delle migliaia di ragazzi che hanno dovuto "vivere" il dolore della guerra. Sicuramente quanto ci è accaduto ci rimarrà indelebile nei nostri cuori e negli occhi per tutta la vita". Come non segnalare i nomi dei 7 ragazzi "interpreti", prescelti tra gli altri dal regista, che hanno avuto la forza di ripercorrere quei momenti così terribili. Dritan Almeta, Beshir Gashi, Radouane Jiraoui, Klausi Feta, Gabriel Musat, Eral Shehu. Il progetto è stato realizzato con il Bando Giovani Attivi della Provincia di Arezzo. L "Prima" del film, e non potrebbe essere diversamente, avverrà domani sera, 13 Dicembre 2013, ad Arezzo presso la Villa Severi alle ore 21.30 in occasione della Cena Sociale della Casa Don Bosco.

Osvaldo Tavarnesi

Contatti

redazione@arezzooggi.net
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK