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Salario di produttività, duro attacco dei sindacati a Fanfani e alla sua Giunta

"Ennesimo atto unilaterale"

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Duro attacco di Bruno Pacini segretario Fp Cgil al sindaco Fanfani e alla sua giunta. "Dopo l'ennesimo atto unilaterale della Giunta - scrive Pacini in una lunga nota - Fanfani, che opera un taglio sul fondo del salario di produttività pari a 450 mila euro che produce anche diminuzioni salariali di 2500 euro annui a persona non  resta che analizzare l'approccio della giunta e del sindaco di Arezzo alla materia del Lavoro con le seguenti considerazioni;
1) siamo di fronte ad un modo di fare politica di tipo medioevale, padroni indiscussi del castello il vassallo e i valvassori dispongono dei lavoratori come servi. La domanda casomai se la deve porre il cittadino se sa che sceglie dei politici per governare che hanno un idea di loro stessi al disopra delle regole del rispetto della dignità umana. Al netto di chi non è stato nemmeno votato e siede negli scranni del Comune  per equilibri interni al partito.
2) Siamo di fronte a politici che dicono ai tecnici cosa scrivere per poi assumere quelle direttive come ineludibili. Salvo poi leggendo le indicazioni tecniche scoprire che è e resta volontà politica prendere una decisione, quale essa sia.
Chiara la difficoltà  della categoria dei Lavoratori dei Pubblici servizi di far filtrare nel resto della società queste vertenze è chiaramente dovuta all'odio che in questi anni ha invaso la comunicazione pubblica puntando il dito delle inefficienze e  degli sprechi sui lavoratori, e pensare che Brunetta inizialmente puntò il dito sulla Dirigenza della P.A. Non che questo poi andasse bene ma almeno si cercava di individuare chi fa le scelte e indirizza la spesa. Come altrettanto chiaramente  sarebbe giunta l'ora di trovare chi ha innescato il meccanismo del debito pubblico fuori controllo, poiché lo scandalo non è il debito pubblico visto che garantisce non solo i diritti di cittadinanza ma è alla base dell'iniziativa privata e della ricchezza di un paese e di una città contenendo così il debito privato e dando le basi per la libera iniziativa e la ricchezza privata e pubblica. Si finirebbe però  per scoprire che sono le scelte politiche e non i Lavoratori che hanno  mandato fuori controllo la spesa in Italia.
Ed allora come cittadino guardo chi ci governa a livello locale e nazionale e non vedo traccia di sentimenti e di rispetto verso la nostra gente, i lavoratori,  e non mi fanno sperare che questi “signori” una volta superate le secondarie e saliti in parlamento sapranno essere migliori di quanto dimostrano ora e mi sapranno e ci sapranno  rappresentare nei bisogni di cittadinanza.

 


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